That’s my blog… Life and Linux

TuxFeed.it – Un Planet per i Blog Italiani dedicati a Linux

TuxFeed LogoMentre il caldo e qualche blackout stanno mettendo a dura prova tanto me quanto le mie periferiche, mi è giunta la notizia della nascita di un progetto di cui sentivo la mancanza da tempo e che io stesso avrei voluto avviare se nessuno si fosse fatto avanti prima, vale a dire l’apertura di un Planet in cui aggregare i blog italiani dedicati a Linux!
Questo progetto ha preso forma grazie ad Alessandro Pagano e Leonardo Racanelli sotto il nome di TuxFeed e raccoglie già da adesso i feed dei blog dedicati al Pinguino più noti nel panorama italiano di cui mi vanto di far parte.

Se siete autori di un blog in cui si trattano anche argomenti legati a linux, potrete richiedere di essere aggiunti tra le fonti per aumentare la vostra visibilità.
Se invece siete semplici lettori da oggi avrete un metodo rapido ed efficiente per tenervi aggiornati su quanto avviene nella blogosfera linuxiana sottoscrivendo un solo feed.

Sperando che questo aggregatore cresca bene (magari con una struttura più simile ai veri planet) e ben popolato da blog di qualità vi lascio ad una sua visita più approfondita:

TuxFeed.it
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Bye 😉 

Linux prende possesso della Camera dei Deputati

Tux alla Camera dei DeputatiDopo la migrazione del Parlamento Francesce a Linux (kubuntu, per la precisione), anche la Camera dei Deputatidopo aver accolto anche me, ai tempi della quarta liceo – ha scelto di far entrare "Il Pinguino" dentro al cuore della Democrazia Italiana.

Come riporta La Repubblica Il 10 luglio, è stato approvato dalla Camera un piano proposto dai Deputati dell’Unione Pietro Folena e Franco Grillini affinché vengano migrati tutti i computer del Parlamento da Windows a Linux.

La migrazione comprenderà obbligatoriamente circa 3500 macchine, sia desktops che servers, di uso “pubblico”, mentre ciascun Deputato e ciascuna segreteria di partito potranno anche migrare i propri computer (privati) a sistemi operativi Liberi.

Questa scelta è stata presa per varie ragioni… Innanzi tutto permetterà un bel risparmio economico, risparmando più di 3 millioni di Euro ciascun anno (le licenze di ciascuna macchina attualmente costano in media 900€ annui), ma si tratta anche di un bel passo avanti dal punto di vista della libertà ed indipendenza tecnologica, abbandonando sistemi proprietari che contrastano con il senso della Democracy stessa.
Tuttavia non vanno tralasciati i motivi tecnici che sono sostanzialmente legati alla sicurezza del Parlamento (e quindi a quella di tutti i cittadini).

Con questa decisione Folena spera che anche le amministrazioni locali inizino una migrazione verso sistemi liberi così come la provincia di Bolzano ha già fatto con il FUSS! project (di cui ne ha parlate anche Report).

Visto l’importanza della notizia (che finalmente pare rispettare il programma di Governo – dopo diversi erroracci), ho deciso di parlarne anche qui nonostante sia spesso restio a raccontare news di massa, ma anche di scrivere un articolo in inglese che spero possiate votare su digg (o diggare, se preferite) per dare una maggiore ampiezza a questa notizia anche a livello internazionale, dopo che è stata trattata quasi in sordina anche in Italia (quando ci si potrebbe vantare…).

EDIT [12-07-2007]: in base all’articolo del The Inquirer (che pare abbia intervistato Folena) oltre al fatto che si sottolinea che il passaggio sarà automatico per tutte le ~3500 postazioni pubbliche, mentre diventerà opzionale per 630 parlamentari (diventando così una delle migrazioni più imponenti in ambito amministrativo), si afferma che dal prossimo Settembre ed in circa 2 anni di switching, il Parlamento passerà a SuSE Linux e oggi [13-07-2007] Folena spiega brevemente che tale decisione è dovuta al fatto che la Camera aveva già un contratto con Novell e sfruttandolo anche per la migrazione si ridurrebbero anche i problemi ad essa collegati (mhmhm…).
Per un amante di Ubuntu come me non è esattamente la scelta migliore, ma anche se Novell ha fatto un patto con il Diavolo (leggasi Micro$oft) usa comunque il “nostro” kernel 😛

Digg!
Grazie per aver votato questa notizia su Digg!

Compiz Fusion AMD-64 Ubuntu Repository

Compiz Fusion AMD 64 repositoryPrima della pubblicazione del MakeFusionDebs ho ricevuto davvero molte richieste dei pacchetti sorgenti per crearsi i pacchetti per la propria distribuzione ed architettura, successivamente mi ha fatto molto piacere vedere che in tantissimi si sono messi a creare pacchetti fatti in casa con il mio script ed ancora di più veder nascere repository per Debian Sid che lo sfruttano.

Ciò nonostante, le richieste di un vero e proprio repository per Ubuntu a 64bit (parallelo a quello per i386) da parte del popolo di utilizzatori di architetture AMD-64, non è mai cessato e visto che nessuno si faceva avanti con un proprio spazio, ho accettato la collaborazione di Bernardo Bandos che da oggi in poi mi invierà i pacchetti di Compiz Fusion compilati per i processori a 64bit che io inserirò nel nuovo repository eyecandy per amd64!

Per aggiungere il repository alla vostra lista, editate – con permessi di amministrazione (sudo) – il file /etc/apt/sources.list, aggiungendovi quanto segue:

# Treviño’s Ubuntu Deisty EyeCandy Repository (GPG key: 81836EBF)
# Many eyecandy 3D apps: Beryl, Compiz, Fusion, AWN and kiba-dock
# built by jbs using latest available (working) sources from git/svn/cvs…
deb http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy-amd64
deb-src http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy
-amd64

Quindi, date la fiducia alla mia chiave GPG pubblica con:

wget http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg -O- | sudo apt-key add –

Una volta fatto questo, per installare il tutto (e correggere eventuali problemi) valgono le stesse identiche indicazioni date per Compiz, CompizConfig e Compiz Fusion per i386.

Per ulteriori informazioni sull’installazione e l’ottimizzazione di Compiz Fusion, consultate il wiki italiano di Ubuntu che ho aggiornato anche con questi ultimi dettagli.

Compiz Fusion inizia a parlare Italiano: Aiutiamolo!

Compiz Fusion Italian LogoCome avranno visto gli utilizzatori dei miei pacchetti o del mio script impacchettatore, da qualche giorno sia CompizConfig Settings Manager che i plugin di Fusion supportano l’internazionalizzazione (i18n).
Io, già da qualche giorno, ho ritirato fuori il mio vecchio mestiere da traduttore, e mi sono messo a tradurre CCSM (lavoro relativamente breve), ma quando è arrivato il momento dei Plugin di Compiz Fusion mi sono reso conto che non potevo fare da solo visto che ci troviamo davanti a quasi 500 stringhe (tra l’altro spesso molto tecniche), da rendere appetibili per gli utenti italiani…

Mi è quindi sembrato ovvio rivolgere questa chiamata ai miei amati lettori ed in generale a chiunque voglia aiutare questo nuovo progetto ed abbia una sufficiente conoscenza dell’inglese (e di Compiz)…
Già poche persone volenterose dovrebbero essere in grado di rendere questo lavoro piuttosto rapido ma sopratutto efficace. Quindi collaborate!

Per quanti di voi si fossero avvicinati solo ora alla traduzione di software in ambienti liberi, ci sono degli strumenti ormai considerati standard che fanno capo a gettext rendendo questo processo molto semplice ed intuitivo (oltre che assistito) sia per gli sviluppatori che per i traduttori.
Dal vostro/nostro punto di vista (di traduttore, ndr) vi basterà usare tool come kbabel (se utenti KDE), gtranslator (se utenti GNOME), poEdit (se indipendenti) o un semplice editor di testo (se siete utenti duri e puri) per modificare il file *.po che di fatto risulta essere il nostro dizionario particolare (maggiori informazionisezione italiana del Translator Project).

Ora che vi ho elencato un po’ di risorse per modificare i file PO, guardiamo come ottenere e di lavorare sul file di traduzione italiano di Compiz Fusion… Per farlo ci sono due modi:

  1. Scaricate e salvate il file it.po (il link punta sempre all’ultima versione) e iniziate a tradurlo con il tool che preferite, quindi salvate tutto ed inviatemi il file it.po risultante dal vostro lavoro.
    Riscaricate il file ogni volta che ci rilavorate per evitare di perdervi nuove traduzioni…
  2. Usando il GIT, date i seguenti comandi:
          git-clone git://anongit.opencompositing.org/fusion/i18n
    Quindi traducete usando il vostro tool preferito (con cui dovrete aprire il file in i18n/po/it.po), quindi eseguite (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p > /tmp/it-po.patch
    Speditemi il file /tmp/it-po.patch e nel caso vogliate ritradurre date il comando sotto per aggiornare i files (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p | patch -Rp1 && git-pull

  3. Installare Gobby, accedere al server obby.opencompositing.org porta 6523, la password è cfteam e traducete direttamente online editando il file it.po!

Siccome io e pochi altri abbiamo la possibilità di modificare il repository git i18n di Fusion, e non essendo stata creata ancora né una mailing-list né un vero e proprio gruppo di lavoro per le traduzioni, l’unico modo per rendere effettivo quanto avete italianizzato – come già detto – è quello di inviarmi il vostro it.po (o la patch generata) affinché io inserisca tutto in git…

Sperando che si uniscano quante più persone possibili a questo appello, prego chiunque ci lavori sopra, di non tradurre subito la prima stringa disponibile (per evitare di fare il lavoro doppio), ma di andare un po’ a caso :P. Magari potreste inserire qui tra i commenti quanto state facendo così da evitare inutili sovrapposizioni.
Resta comunque il fatto che prima mi inviate il file tradotto, e prima io posso inserirlo in git così da facilitare il lavoro di tutti.

A presto (attendendo i vostri it.po) ^_^… 


EDIT [19-09-2007]: è tempo di fare un resoconto di quanto è stato fatto fino ad adesso.

Hanno contribuito (fin’ora):

Da qualche settimana il maintainer ufficiale della traduzione italiana è Milo Casagrande, fate riferimento a lui per ogni cosa inerente l’i18n di Compiz e Compiz Fusion.