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Compiz Fusion AMD-64 Ubuntu Repository

Compiz Fusion AMD 64 repositoryPrima della pubblicazione del MakeFusionDebs ho ricevuto davvero molte richieste dei pacchetti sorgenti per crearsi i pacchetti per la propria distribuzione ed architettura, successivamente mi ha fatto molto piacere vedere che in tantissimi si sono messi a creare pacchetti fatti in casa con il mio script ed ancora di più veder nascere repository per Debian Sid che lo sfruttano.

Ciò nonostante, le richieste di un vero e proprio repository per Ubuntu a 64bit (parallelo a quello per i386) da parte del popolo di utilizzatori di architetture AMD-64, non è mai cessato e visto che nessuno si faceva avanti con un proprio spazio, ho accettato la collaborazione di Bernardo Bandos che da oggi in poi mi invierà i pacchetti di Compiz Fusion compilati per i processori a 64bit che io inserirò nel nuovo repository eyecandy per amd64!

Per aggiungere il repository alla vostra lista, editate – con permessi di amministrazione (sudo) – il file /etc/apt/sources.list, aggiungendovi quanto segue:

# Treviño’s Ubuntu Deisty EyeCandy Repository (GPG key: 81836EBF)
# Many eyecandy 3D apps: Beryl, Compiz, Fusion, AWN and kiba-dock
# built by jbs using latest available (working) sources from git/svn/cvs…
deb http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy-amd64
deb-src http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy
-amd64

Quindi, date la fiducia alla mia chiave GPG pubblica con:

wget http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg -O- | sudo apt-key add –

Una volta fatto questo, per installare il tutto (e correggere eventuali problemi) valgono le stesse identiche indicazioni date per Compiz, CompizConfig e Compiz Fusion per i386.

Per ulteriori informazioni sull’installazione e l’ottimizzazione di Compiz Fusion, consultate il wiki italiano di Ubuntu che ho aggiornato anche con questi ultimi dettagli.

Compiz Fusion inizia a parlare Italiano: Aiutiamolo!

Compiz Fusion Italian LogoCome avranno visto gli utilizzatori dei miei pacchetti o del mio script impacchettatore, da qualche giorno sia CompizConfig Settings Manager che i plugin di Fusion supportano l’internazionalizzazione (i18n).
Io, già da qualche giorno, ho ritirato fuori il mio vecchio mestiere da traduttore, e mi sono messo a tradurre CCSM (lavoro relativamente breve), ma quando è arrivato il momento dei Plugin di Compiz Fusion mi sono reso conto che non potevo fare da solo visto che ci troviamo davanti a quasi 500 stringhe (tra l’altro spesso molto tecniche), da rendere appetibili per gli utenti italiani…

Mi è quindi sembrato ovvio rivolgere questa chiamata ai miei amati lettori ed in generale a chiunque voglia aiutare questo nuovo progetto ed abbia una sufficiente conoscenza dell’inglese (e di Compiz)…
Già poche persone volenterose dovrebbero essere in grado di rendere questo lavoro piuttosto rapido ma sopratutto efficace. Quindi collaborate!

Per quanti di voi si fossero avvicinati solo ora alla traduzione di software in ambienti liberi, ci sono degli strumenti ormai considerati standard che fanno capo a gettext rendendo questo processo molto semplice ed intuitivo (oltre che assistito) sia per gli sviluppatori che per i traduttori.
Dal vostro/nostro punto di vista (di traduttore, ndr) vi basterà usare tool come kbabel (se utenti KDE), gtranslator (se utenti GNOME), poEdit (se indipendenti) o un semplice editor di testo (se siete utenti duri e puri) per modificare il file *.po che di fatto risulta essere il nostro dizionario particolare (maggiori informazionisezione italiana del Translator Project).

Ora che vi ho elencato un po’ di risorse per modificare i file PO, guardiamo come ottenere e di lavorare sul file di traduzione italiano di Compiz Fusion… Per farlo ci sono due modi:

  1. Scaricate e salvate il file it.po (il link punta sempre all’ultima versione) e iniziate a tradurlo con il tool che preferite, quindi salvate tutto ed inviatemi il file it.po risultante dal vostro lavoro.
    Riscaricate il file ogni volta che ci rilavorate per evitare di perdervi nuove traduzioni…

  2. Usando il GIT, date i seguenti comandi:
          git-clone git://anongit.opencompositing.org/fusion/i18n
    Quindi traducete usando il vostro tool preferito (con cui dovrete aprire il file in i18n/po/it.po), quindi eseguite (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p > /tmp/it-po.patch
    Speditemi il file /tmp/it-po.patch e nel caso vogliate ritradurre date il comando sotto per aggiornare i files (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p | patch -Rp1 && git-pull

  3. Installare Gobby, accedere al server obby.opencompositing.org porta 6523, la password è cfteam e traducete direttamente online editando il file it.po!

Siccome io e pochi altri abbiamo la possibilità di modificare il repository git i18n di Fusion, e non essendo stata creata ancora né una mailing-list né un vero e proprio gruppo di lavoro per le traduzioni, l’unico modo per rendere effettivo quanto avete italianizzato – come già detto – è quello di inviarmi il vostro it.po (o la patch generata) affinché io inserisca tutto in git…

Sperando che si uniscano quante più persone possibili a questo appello, prego chiunque ci lavori sopra, di non tradurre subito la prima stringa disponibile (per evitare di fare il lavoro doppio), ma di andare un po’ a caso :P. Magari potreste inserire qui tra i commenti quanto state facendo così da evitare inutili sovrapposizioni.
Resta comunque il fatto che prima mi inviate il file tradotto, e prima io posso inserirlo in git così da facilitare il lavoro di tutti.

A presto (attendendo i vostri it.po) ^_^… 


EDIT [19-09-2007]: è tempo di fare un resoconto di quanto è stato fatto fino ad adesso.

Hanno contribuito (fin’ora):

Da qualche settimana il maintainer ufficiale della traduzione italiana è Milo Casagrande, fate riferimento a lui per ogni cosa inerente l’i18n di Compiz e Compiz Fusion.

Impacchettare Compiz Fusion GIT con MakeFusionDebs

Make-Compiz-Fusion-ScriptCi siamo! Come avevo anticipato nel post precedente, mi sono messo di buzzo buono, ed ho terminato il lo script dinamico per impacchettare Compiz e Compiz Fusion direttamente da GIT.
Infatti, già quando iniziai ad impacchettare Beryl-SVN, come presupposto iniziale mi scrissi uno script che chiamavo rudimentalmentemakedebs‘ che mi permetteva di fare tutto il lavoro senza troppo sforzo e, sopratutto, senza necessità di una grossa manutenzione
Col breve passaggio di Beryl da SVN a GIT, aggiornai lo script per funzionare anche con il Software di Controllo delle Versioni Distribuito di Torvalds (= git) e con l’arrivo di CompComm (poi Compiz Fusion) l’ho aggiornato ulteriormente…

Il maggior problema di Compiz Fusion è il fatto che non vengono distribuite delle cartelle debian, di default che consentono la realizzazione dei pacchetti, per tanto (com era già avvenuto anche per alcune parti di Beryl e come succede quasi sempre per gli altri pacchetti che produco) le ho dovute fare io, praticamente da 0…
Avendo ricevuto l’accesso in scrittura al GIT di OpenCompositing qualche settimana fa, ho deciso che il nuovo sistema sarebbe stato molto più git-based.

Con un po’ di ritardo, stasera ho inserito in GIT tutte le cartelle debian necessarie alla creazione di pacchetti .deb, quindi dopo diversi aggiornamenti, ho inserito anche il nuovo makefusiondebs che vi permetterà di compilare e pachettizzare tutto!

Le modifiche rispetto alla versione precedente sono:

  • Autoupdate (lo script si auto-aggiorna all’avvio)
  • Supporto ad un file di configurazione (makefusiondebs-options)
  • Supporto per le patch debian (sistema quilt)
  • Controllo dell’ABIVERSION dei plugin (permette la ricompilazione automatica)
  • La versione di base ora viene letta anche dal configure.ac
  • Supporto per il prefisso delle versioni debian (#:versione)
  • Corretta la rimozione dei suffissi debian alla versione
  • Possibilità di definire il nome delle cartelle in cui salvare i dati
  • Spostamento dei vecchi deb basato anche sul pacchetto sorgente
  • Le cartelle debian utente, ora hanno priorità su quelle scaricate
  • Codice ripulito
  • Altre correzioni sparse che non ricordo 🙂

Per avere tutto questo, dopo che avete ripulito il vostro sistema dalle installazioni di compiz in /usr/local (soprattutto rimuovendo i file /usr/local/lib/pkgconfig/compiz*.pc), vi basterà dare i seguenti comandi:

git-clone git://anongit.opencompositing.org/users/3v1n0/compiz-fusion-debian-builder
cd compiz-fusion-debian-builder
./makefusiondebs

A questo punto lo script tenterà prima di aggiornare sé stesso (ed in caso positivo di riavviarsi), se non impostato diversamente (vedi sotto), e poi scaricare (o aggiornare) tutte le sezioni del GIT definiti (che comprendono sia compiz-fusion-debian che compiz-wrapper – tra l’altro quest’ultimo è stato integrato in questi giorni proprio nei pacchetti di Ubuntu Gutsy!!) nelle opzioni…

Ho parlato di opzioni, sì, perché essendo l’autoaggiornamento basato su GIT, per evitare problemi col passare del tempo, ho deciso di dare la possibilità di definire le proprie impostazioni in un file parallelo, impostato di default a makefusiondebs-options, che potrete editare (mantenendo la sintassi bash) per personalizzare l’impacchettamento (piuttosto che toccando lo script stesso, per cui semmai inviatemi delle patch, ma che è meglio non modificare direttamente!).

Infine, un accenno ai parametri accettati dallo script:

./makefusiondebs                 # esegue tutti i passaggi (aggiorna ed impacchetta)
./makefusiondebs update          # esegue solo l’aggiornamento dei pacchetti
./makefusiondebs build           # impacchetta solo ciò che serve
./makefusiondebs <item>          # impacchetta solo <item> (se necessario)
./makefusiondebs rebuild <item>  # forza la ricompilazione di <item>
./makefusiondebs repack <item>   # forza il rimpacchettamento di <item>

Adesso se non potete o non volete usare i miei deb di Compiz, sarà possibile e molto facile creare pacchetti anche per tutte le distribuzioni (basate su debian) e tutte le architetture; se vi dovesse servire hosting per i vostri pacchetti – per un eventuale repository – contattatemi pure

Maggiori informazioni le troverete sicuramente in questo thread di OpenCompositing.

Bye ^_^ 

CompComm, il desktop fiammante!

CompComm Firepaint - Scrivi nello schermo col... Fuoco!!Beh, ve l’avevo promesso nel post precedente (sì, postato poco tempo fa, ma in produzione da settimane) ed adesso eccovi qualche novità che riguarda CompComm: il progetto di OpenCompositing che mira alla creazione di tool e plugin di terze parti per facilitare e rendere l’esperienza degli utenti di Compiz sempre più eccitante (ed «à la Beryl»)!

In questi mesi di sviluppo, ci sono state ovviamente molte modifiche che seppur non siano ancora state raccolte in una prima release di preview (e, ripeto, non ci sia ancora un nome), sono ormai usabili da diverse settimane, e queste includono, oltre al porting di quelli preesistenti, alcuni nuovi plugin e, come avrete capito dal post precedente, un nuovo sistema di configurazione (ben più comodo di gconf o dei file ini ufficialmente supportati da compiz).

Ma partiamo con ordine: il Nome. Purtroppo, come molte volte capita nel mondo FOSS, spesso ci si fa la “guerra” per le cavolate, ed il nome da dare al progetto di OpenCompositing.org pare esserne proprio un esempio. Ad ogni modo dopo aver rotto le scatole per settimane agli sviluppatori presenti nel canale #opencompositing-dev (freenode), finalmente siamo giunti a questo thread, in cui si spera di giungere finalmente ad una soluzione (che come capirete dopo, non è poi così ininfluente…). CompComm onestamente non mi pare un gran nome, meglio CoCo, ma anche altri nomi come Coral che venne proposto qualche mese fa, non sono male…
Insomma, prego anche a voi di partecipare alla discussione in modo produttivo!

Ovviamente i nostri amici sviluppatori, dopo aver reso funzionanti i plugin di Beryl su Compiz (anche grazie al lavoro di compiz-extra che ha pensato ad aggiornare i propri), non hanno perso tempo a creare Nuovi plugin, alcuni utili, altri un “po’” meno:

  • firepaint: quello che avrete visto in cima a questo post; sicuramente utilissimo! (volete mettere che effetto fa scrivere «Non Toccare» col fuoco?!) 😀
  • resizeinfo: mostra le dimensioni attuali di una finestra durante il suo ridimensionamento come fa metacity, questo direi che è abbastanza comodo e ne potete vedere un esempio.
  • compiz-scheme: un plugin molto potente che permette di programmare il nostro composite manager definendo diverse azioni in base ad uno script definito con una sintassi particolare [ancora in fase di sviluppo]
  • sreencasting: permette di fare dei video dei vostri desktop 3d in modo più semplice (simile a beryl-vidcap nell’idea, ma diverso nell’implementazione visto che non usa più seom) [ancora in fase di sviluppo].

Infine, passiamo alla vera chicca prodotta in questo periodo dai ragazzi di OpenCompositing: CCS! Come si può “intuire” CCS è un acronimo per «Compiz Configuration System» e più o meno deriva da quanto era stato creato per beryl con libberylsettings, ossia un sistema che permetta di configurare compiz in modo semplice usando dei sistemi di salvataggio diversi in base all’ambiente utilizzato.

In pratica, Compiz è strutturato in modo tale da usare i plugin quasi per tutto, compresa la sua configurazione; possono essere scritti plugin per impostare il composite manager usando qualsiasi sistema di configurazione esistente, ma allo stato attuale esiste solo il supporto per gconf e per dei file di testo (ini) per cui l’unico modo di configurare il tutto con un tool "punta-e-clicca" è quello di usare gconf-editor che oltre ad essere marcatamente per GNOME, non è sicuramente il massimo come intuitività e comodità d’uso (esistono anche altri software, ma di fatto sfruttano gconf per leggere e scrivere le opzioni, e non dialogando direttamente con i plugin non si "auto-aggiornano").
È stato quindi creato un nuovo plugin (ccpCompiz Configuration Plugin) che ha il compito di fare da “mediatore” tra compiz ed una nuova libreria, libccs, che compiz chiamerà per leggere le impostazioni definite dall’utente, mentre dei tool esterni la utilizzeranno sia per leggere i parmetri definibili di compiz (e quindi per "disegnarsi"), sia per impostare compiz stesso. Sarà quindi libccs che penserà a scrivere e leggere le impostazioni usando il backend scelto/installato (per adesso sono supportati sia i file ini, che i file di configurazione di KDE, che gconf); un primo esempio dell’uso di libccs l’avrete visto nel primo “configuratore” sviluppato in C (e molto simile al primo beryl-settings) per compiz + ccp: ccs-settings

Anche in questo caso (come per beryl) è stato creato un binding in python per libccs, così che sia possibile scrivere applicazioni python che abbiano accesso a tale libreria e da ciò, come era prevedibile, è nato un nuovo tool (sviluppato sopratutto da QuinnStorm) che si basa sia su beryl-settings-manager (come codice) che sull’ormai obsoleto ma tanto apprezzato Compiz-Settings (come interfaccia, a sua volta basata sullo GNOME Control Center); il suo nome è Compiz Configuration System Manager, vale a dire ccsm:


Mi pare un buon lavoro, no?! 🙂

Anche se fondamentalmente, dal punto di vista dell’utente si tratta solo di lanciare "compiz –replace ccp" invece che "compiz –replace gconf" (o ini), il sistema è abbastanza complesso ma allo stesso tempo potente, mi pareva quindi giusto spiegarlo un pochino…
È sottinteso in questo discorso, che se uno vorrà continuare ad usare il sistema standard di compiz "puro e duro" (e mi immagino già chi lo farà 🙄 :D), ovviamente dovrà continuare ad usare il precedente plugin di configurazione che potrà comunque convivere con quello fornito da CompComm (basta lanciare quello prescelto all’avvio di compiz). Per tanto, CompComm è un Add-on per Compiz, non più una MOD/Patch.

Ad ogni modo, anche se questo sistema lo apprezzo per molti versi (sia a livello di implementazione che di usabilità), tuttavia secondo me è stato commesso un errore (ovviamente riparabile, s’intende… E l’ho già detto anche agli sviluppatori) nel non mantenere questo sistema compatibile con quelli attualmente presenti in Compiz: ini e gconf; voglio dire, seppur anche questo sistema salvi le impostazioni in entrambi i supporti, usa delle variabili e dei metodi diversi, quindi risulta impossibile usare i settaggi passando da un sistema di configurazione all’altro…

Aggiungo poi [EDIT del 28-05-2007, ore 20:15] che, oltre ai vari script per compilare ed avviare Compiz con i giusti parametri, è in cantiere anche una sorta di beryl-manager, ossia un tool che si avvia nella tray del sistema e che permette di avviare e configurare al volo Compiz; attualmente il nome (provvisorio?) è Compiz Icon ed è stato inserito oggi in GIT); ecco a voi uno screenshot della situazione attuale, mentre questo è il thread di riferimento.

Se volete provare tutto questo, già nelle vostre ubuntu-box potete usare i pacchetti DI PROVA che ho creato in questi giorni mettendoli in un archivio (in attesa di un repository) disponibile su OpenCompositing; usatelo solo se sapete quello che fate, visto che è tutto ancora in produzione
Sappiate, infatti, che tutto questo verrà presto inserito (appena si avrà un nome ufficiale – ecco che a qualcosa serve), insieme a compiz-git (che in realtà potrei già inserire…), nel mio repository eyecandy . 😉

Ciao!
 

Da compiz a beryl, di nuovo a compiz… E poi?

Compiz e Beryl uniti nei loghi! Normalmente, come avrete notato, seppur segua da vicinissimo le vicende dei desktop 3D (stando anche sempre a contatto con gli sviluppatori) non posto molte notizie che li riguardano, visto che di solito in poco tempo rimbalzano nella blogosfera, preferisco magari rendere disponibili queste novità a tutti in formato .deb :P, ma ultimamente, dopo la fusione tra Compiz e Beryl tutto sembra essersi fermato… Ma ve lo dico subito, non è così!

Facendo un passo indietro e nel tentativo di rendere pieno il senso del titolo, facciamo una mini-storia fino ai tempi non lontani in cui Beryl era un progetto vivo: il mio primo composite manager è stato xcompmgr (che esiste già dal 2004) anche se a causa di problemi di supporto hardware l’esperienza finì molto brevemente; poi grazie all’avvento di Xgl, il serverone 3D, passai al primo composite con la "C" maiuscola: Compiz :P, ma – come molti sanno – dopo il rilascio del codice da parte di Novel, per diversi mesi il suo sviluppo sembrava essersi interrotto, fu così che in seno alla comunità Ubuntu, e ad opera di QuinnStorm, nacque Compiz-Quinn ossia una versione modificata di compiz che risolveva diversi problemi ed aggiungeva alcune funzionalità; la comunità si spostò quindi in massa a questa nuova versione patchata che poi col tempo assunse sempre più una sua fisionomia fino ad essere “costretta” al fork; magari più per incomprensioni che per motivi reali, però l’incapacità di parlarsi portò ad una divisione tra Compiz di freedesktop e Beryl; la mia scelta fu in beryl, anche perché nella sua fase iniziale la comunità era davvero parte integrante dello sviluppo come in pochi altri progetti; come ebbi a dire in altri post: «ti faceva sentire importante e vivo nello sviluppo».

Tuttavia, questa divisione ha dato origine a due cose: una positiva, l’altra meno… Ossia, il fork ha dato slancio al “gruppo” di freedesktop (= David Raveman) che ha riniziato a mettere le mani seriamente sul codice di compiz e, come altra conseguenza, sono nati anche i flame che tutti conosciamo e che se da una parte dimostrano che la comunità è viva più che mai, dall’altra ritengo che si siano spinti davvero troppo oltre.

Ad ogni modo, quando ormai i due progetti sembravano essere sempre più lontani tra di loro (a livello "ideologico", s’intende…), la ragionevolezza ha preso il sopravvento e si è deciso da una parte di aprirsi un po’ di più (compiz), mentre dall’altra si è rinunciato alla propria indipendenza ed a diverse righe di codice, magari ben condito di hack, ma quantomai funzionante e facile da gestire (beryl) per arrivare ad un progetto comune, sviluppato però da due reparti principali:

  • Compiz, quello vero, ha il compito di progettare ed implementare il codice del core e di alcuni plugin di base che già garantiscono il perfetto funzionamento del composite manager (anche se limitato in funzionalità e facilità di configurazione); il tutto in un team abbastanza ristretto e composto dai migliori sviluppatori del campo capitanati da David Raveman.

  • OpenCompositing / CompComm / CoCo / ??? (c’è già quasi tutto, tranne che un nome ufficiale) ha il compito di creare una comunità attiva nel supporto, la configurazione e lo sviluppo che riunisca gli sviluppatori (e gli utenti) più sfarfalloni di Beryl e Compiz-extra per produrre plugin aggiuntivi ed un sistema di installazione, avvio e  configurazione a prova di niubbo usando però come base sempre e solo il core ufficiale di Compiz per cui questi tool sono solo un aggiunta tutt’altro che indispensabile.

Fin qui, niente di nuovo (a parte i nomi provvisori) visto che sostanzialmente ho riscritto quanto indicato nelle roadmap ormai da due mesi e passa, ma nel tempo che è trascorso dall’ultima release (assoluta) di Beryl e dall’ultima stabile di Compiz (la 0.3.6) ad oggi entrambi i progetti non sono stati con le mani in mano.

Sul lato di Compiz, ci sono stati diversi cambiamenti sostanziali al nucleo che seppur non cambino molto la vita degli utenti, senza star ad entrare in superflui tecnicismi, toccano molto l’approccio di programmazione visto che è stato modificato il sistema con cui sono definite le opzioni del core e dei plugin passando da un sistema hardcoded nei sorgenti in C ad uno che sfrutta dei files xml esterni (metadata) da cui vengono poi generate le opzioni con cui si dovranno interfacciare sia lo sviluppatore (per definire i comportamenti a livello di codice) che gli utenti (per impostare compiz, ovviamente tramite software di configurazione appositi). Ad esse si uniscono il già noto supporto per l’input redirection che Xorg 7.3 supporterà, l’aggiunta di alcune feature importate da beryl (più che altro sui plugin) altre al bugfixing di routine.
Modifiche quindi piuttosto importanti, ma appunto, non troppo appetibili (immagino) per la maggior parte della platea.

E sul lato della comunità di OpenCompositing (per ora chiamiamola CompComm), invece?
Beh… Si dice che un immagine valga più di molte parole, per ora, vi lascio a questa:

CompComm settings manager

A presto, per altre brucianti novità 🙂

Treviño’s Ubuntu / Kubuntu Feisty Fawn Repository List

3v1n0 ubuntu feisty repository list

Ve l’avevo promesso un paio di giorni fa e sono stato di parola… Dopo avervi “ufficializzato” il repository 3v1n0, adesso è la volta di un altro progetto che ormai si sussegue di versione in versione ad ogni rilascio di Ubuntu: la lista(ona) dei repository di terze parti.

L’indirizzo non è ancora cambiato, per tanto potrete trovare la sources.list aggiornata per Feisty Fawn sempre in questa pagina: Lista Repository (sources.list) per Ubuntu / Kubuntu Feisty Fawn.

Anche in questa versione, per tenervi aggiornati in modo più efficace ho creato un pacchetto (3v1n0-sources-list) che si trova nel mio repository e che aggiornerò ad ogni modifica sostanziale della lista…
Come già detto questo piccolo .deb non fa altro che sostituire la vostra sources.list con la "mia", ovviamente dopo aver fatto i backup del caso (sempre in /etc/apt/), potete quindi installarlo da qui:

Dopo l’installazione non dimenticare di lanciare un sudo apt-get update per avere tutti i nuovi software e gli aggiornamenti! 😉

In questa versione ho deciso anche di facilitare una delle operazioni più noiose connesse all’aggiornamento della lista, ossia l’approvazione della chiave GPG dei repository di terze parti. Nella Pagina della lista (non nel pacchetto), infatti ho inserito uno script che potrete incollare nel vostro terminale per fare un riconoscimento rapido. Ci tengo a sottolineare comunque che non mi assumo le responsabilità dell’approvazione di tutti i repository, visto quanto è successo in passato, ma se volete usare quello strumento fate pure…

Infine, una nota per gli utenti che sono ancora rimasti ad edgy: ho trasferito la vecchia lista in un post con vecchia data; non manterrò più aggiorata quella lista, comunque se ci saranno segnalazioni commentate pure nel suddetto post.

CIAO! ^_^

PS: Oggi è anche uscita UbuntuStudio, pare davvero un bel progetto! Se molti tool già li conosciamo, la grafica pare davvero ben fatta!

Il repository 3v1n0 per Ubuntu Feisty è ora “stabile”!

3v1n0-feisty-repositoryOvvïa, dopo aver di nuovo rotto il ghiaccio possiamo tornare ad essere operativi anche in questa sede… Col passaggio a Kubuntu Feisty (che per me è avvenuto dal 20 Aprile) ovviamente ho avuto un po’ di lavoro nell’aggiornare i vari progetti che gestivo per edgy alla nuova versione.
Mentre per adesso non ho ancora ultimato la fase di revisione di una lista repository ben completa per il cerbiattino visto che fino a poco tempo fa non è che ci fosse molto materiale (anche spero di postarla a breve), una delle mie prime azioni è stata quella di creare un nuovo repository generico (per dirlo in altre parole il "3v1n0") in cui ho dovuto però rimuovere i pacchetti obsoleti, aggiornarne alcuni, ricompilarne altri e correggere ulteriori ed eventuali problemi che ho riscontrato…

Seppur non avessi ancora ufficializzato i miei repository, in realtà i dati si trovavano online da diverso tempo (dal 26 Aprile) ma visto che era ancora tutto in movimento preferivo non rendere la cosa completamente pubblica (anche se il front-end html già parlava chiaro); ad ogni modo ora penso sia giunto il momento di aggiornare la vostra lista dei repository con un po’ di pacchetti extra by Treviño :P, per farlo semplicemente aprite il vostro gestore di pacchetti o il file /etc/apt/sources.list e lì inserite le seguenti linee:

# Treviño’s Ubuntu Feisty Fawn Repository (GPG key: 81836EBF – DD800CD9)
# Many "random" bleeding edge software: aMule, aMSN, Mercury, flash…
# Further informations: http://3v1n0.tuxfamily.org
deb http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty 3v1n0
deb-src http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty 3v1n0

Quindi concedetemi la fiducia 🙂 con: 

wget http://3v1n0.tuxfamily.org/DD800CD9.gpg -O- | sudo apt-key add –

Come sempre è possibile spulciare il contenuto del repository attraverso questa pagina che contiene la lista di tutti i pacchetti con descrizione e link per scaricarli. Non so se l’avete notato, ma ormai da diversi mesi avevo aggiornato sia lo stile che il logo del front-end per renderlo conforme al blog ;).

Per segnalare eventuali problemi sia sui pacchetti che sul repository o per richiedere dei .deb, sapete come contattarmi (meglio per mail o irc)…

Colgo infine l’occasione per ricordarvi che a breve aprirò o integrerò anche altri repository per feisty (alcuni già usufruibili per i più “smaliziati”) con altro software sulla cresta dell’onda 🙂

Bye! ^_^ 

Installare Xorg 7.2 e Mesa 6.5.2 in Ubuntu Edgy eft

Xorg-7.2Ovvia ora è finita l’ora di fare i giochini :P, ed è giunto di mettersi a fare qualcosa di più serio (o forse no! :D).
Beh, che questa sia una cosa seria o meno, toccherà a voi giudicarlo di certo a me piace avere sempre una macchina in forma e ben aggiornata nei punti che dico io (per questo mi sta stretta sia una release stabile che una di sviluppo), comunque da utente AiGLX con driver radeon sono sempre stato alla ricerca del massimo delle prestazioni e supporto per il mio Beryl tentando in più di un’occasione anche di aggiornare Mesa (la libreria 3D) all’ultima versione stabile o alla versione in sviluppo ma sempre con scarsi risultati.
La colpa in quelle situazioni era il fatto che Mesa 6.5.2 necessita un nuovo glproto (che gestisce la comunicazione tra server grafico e librerie 3d), e quindi risultava fondamentale l’aggiornamento anche del server grafico ad una versione più recente (presa da git) o più recentemente alla versione 7.2 che come saprete è uscita ufficialmente15 giorni fa (anche se già era disponibile da decine di giorni in git e più recentemente nell’ftp).

Comunque sia, ormai ce la dovevo fare e ce l’ho fatta (ovviamente), ricompilandomi Xorg, Mesa e altre librerie parallele (seguendo quanto ho scritto in questo post). Avevo iniziato a lavorare su Xorg e mesa git circa l’8 Febbraio come potete leggere in questo bug, ma ho raggiunto il successo solo il giorno successivo; in seguito ho usato Xorg e Mesa pacchettizzato in versioni "standard" fino a ieri quando mi sono messo in tesa di concedere questo piccolo sfizio anche agli altri utenti aprendo un repository. Per far ciò ho quindi ricompilato tutti i pacchetti relativi a xorg importati da feisty, ovviamente avvalendomi di alcuni miei script  che ho scritto al volo per automatizzare il tutto permettendomi di ottenere il tutto in circa 5 ore di compilazione! 🙂

A questo punto, siete pronti per aggiornare la vostra Ubuntu-box! Read the rest of this entry »

IRSSI : IRC da Terminale

IrssiTreviño: «Ancora per voi una nuova guida “targata” Nardin»
Ecco che dopo smanettamenti vari sono riuscito a comprendere a fondo Irssi: software dalle grosse potenzialità, nascoste naturalmente dalla linea di comando.

Inanzitutto installiamolo:

sudo apt-get install irssi

Una volta terminati i processi di apt, possiamo avviarlo lanciando irssi; eh… In effetti è un po’ scarno, vero??

Passiamo ora alla configurazione… Beh possiamo dire che è utilizzabile attraverso i soliti comandi irc, ma prima, settiamo il nostro nick. Il comando /set mostrerà la lista dei possibili setting da applicare, tra cui di sicuro il primo è il nostro nick; per utilizzare il nick «MIONICK» digitiamo

set nick MIONICK

Adesso siamo pronti per connetterci; il comando /connect stabilirà una connessione con un server, ad esempio:

/connect irc.ubuntu.com

Potete visualizzare la lista dei canali del server (in questo caso quello di ubuntu = freenode) con il comando /list, e ad esempio filtrarla con un argomento di interesse, tipo

/list #ubuntu*

mentre con il seguente comando potrete accedere ad un canale da voi scelto

/join #ubuntu-it

Inoltre ricordate: Se volete ritornare alla finestra iniziale (quella del server) basta premere ALT+1. In IRSSI il passaggio fra una finestra e l’altra avviene con la pressione di ALT+N dove N e’ un numero da 1 a 0.

Altri possibili comandi sono :

/query nickname (apre una finestra di query con un utente dal nome nickname)
/win k (chiude la finestra attuale)

Se invece volete spedire un file usate:

/dcc send nome_persona file_da_spedire

oppure ricevere:

/dcc get nome_persona file_da_ricevere file_da_ricevere

Beh mi sembra che adesso sia possibile fare di tutto no?! 😉

Adesso vediamo come automatizzare il processo di connessione all’avvio:

Supponiamo di volerci connettere al server freenode in automatico, identificarci, e joinare sul canale #lugbari (è quello che serve a me :)); inanzitutto creiamo il network, identificandola all’interno di irssi:

/NETWORK ADD FreeNode $/NETWORK ADD -autosendcmd "/msg nickserv IDENTIFY password" FreeNode

La seconda parte è utile nel caso in cui abbiamo un nick registrato ed abbiamo bisogno di identificarci, grazie ad essa, è possibile farlo in automatico

Ora inseriamo il server:

/SERVER ADD -auto -network FreeNode irc.freenode.org 6667 password (opzionale)

Con questo abbiamo associato l’indirizzo del server al network precedentemente creato.

Infine, l’autojoin al canale:

/CHANNEL ADD -auto #lugbari FreeNode password (opzionale)

Riavviamo il tutto… et voilà 🙂

Come al solito esistono una miriade di altre opzioni, spiegarvele tutte sarebbe impossibile (leggete i doc od il man eventualmente), ma vi anticipo che è possibile utilizzare irssi come client icq, o altro ancora, attraverso vari plugin.

Ecco alcuni screenshot presi da qua per darvi una idea:

irssi-ksiadz irssi-madcow 

 

Nardin

Flash Player 9.0 per Linux – La versione ufficiale è giunta!

Tux flashDopo il rilascio di due beta del player e del plugin per Flash 9, Adobe ha finalmente rilasciato oggi la versione stabile (9.0.31.0) del plugin per browser Netscape-compatibili mentre non ci sono notizie sul player standalone rilasciato in tutte le precedenti occasioni…
In questa nuova versione ufficiale attesa da anni (considerando che la precedente versione stabile era una 7.x) c’è stata un’ottimizzazione dell’ultima beta che già di per sé si comportava egregiamente (per lo meno nel mio caso); tuttavia per ulteriori informazioni vi rimando alle Release Notes che contengono anche un changelog minimale…
Quello che possiamo dire (e confermare) è che con questo rilascio i pinguini navigatori non si sentiranno più “ufficialmente” discriminati nella giungla del Web2! 😉

Per installarlo potrete usare l’installazione (manuale) a partire dagli archivi di adobe o dagli rpm presenti nella pagina di rilascio; se invece usate Ubuntu potrete semplicemente aggiungere il mio repository in lista, quindi dovrete fare:

sudo apt-get install flashplugin-nonfree
sudo apt-get install flashplayer-nonfree # solo se volete gflashplayer versione beta

Ad ogni modo, vi linko anche direttamente il pacchetto appena sfornato (per edgy, ma è disponibile anche su dapper):

Come saprete, purtroppo, Adobe (seppur stia collaborando a progetti come swfdec) non è interessata a rilasciare i sorgenti del plugin flash, quindi possiamo averne solo una forma binaria per 32bit… Gli utenti di distribuzioni a 64bit possono sfruttare la potenza di nspluginwrapper come indicato in questo utilissimo post .

Vi ricordo ancora che per notificare un problema o fare delle richieste dovrete segnalarlo ad adobe tramite l’apposito Form, questo non potrà che aiutare gli sviluppatori!

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