That’s my blog… Life and Linux

Linux prende possesso della Camera dei Deputati

Tux alla Camera dei DeputatiDopo la migrazione del Parlamento Francesce a Linux (kubuntu, per la precisione), anche la Camera dei Deputatidopo aver accolto anche me, ai tempi della quarta liceo – ha scelto di far entrare "Il Pinguino" dentro al cuore della Democrazia Italiana.

Come riporta La Repubblica Il 10 luglio, è stato approvato dalla Camera un piano proposto dai Deputati dell’Unione Pietro Folena e Franco Grillini affinché vengano migrati tutti i computer del Parlamento da Windows a Linux.

La migrazione comprenderà obbligatoriamente circa 3500 macchine, sia desktops che servers, di uso “pubblico”, mentre ciascun Deputato e ciascuna segreteria di partito potranno anche migrare i propri computer (privati) a sistemi operativi Liberi.

Questa scelta è stata presa per varie ragioni… Innanzi tutto permetterà un bel risparmio economico, risparmando più di 3 millioni di Euro ciascun anno (le licenze di ciascuna macchina attualmente costano in media 900€ annui), ma si tratta anche di un bel passo avanti dal punto di vista della libertà ed indipendenza tecnologica, abbandonando sistemi proprietari che contrastano con il senso della Democracy stessa.
Tuttavia non vanno tralasciati i motivi tecnici che sono sostanzialmente legati alla sicurezza del Parlamento (e quindi a quella di tutti i cittadini).

Con questa decisione Folena spera che anche le amministrazioni locali inizino una migrazione verso sistemi liberi così come la provincia di Bolzano ha già fatto con il FUSS! project (di cui ne ha parlate anche Report).

Visto l’importanza della notizia (che finalmente pare rispettare il programma di Governo – dopo diversi erroracci), ho deciso di parlarne anche qui nonostante sia spesso restio a raccontare news di massa, ma anche di scrivere un articolo in inglese che spero possiate votare su digg (o diggare, se preferite) per dare una maggiore ampiezza a questa notizia anche a livello internazionale, dopo che è stata trattata quasi in sordina anche in Italia (quando ci si potrebbe vantare…).

EDIT [12-07-2007]: in base all’articolo del The Inquirer (che pare abbia intervistato Folena) oltre al fatto che si sottolinea che il passaggio sarà automatico per tutte le ~3500 postazioni pubbliche, mentre diventerà opzionale per 630 parlamentari (diventando così una delle migrazioni più imponenti in ambito amministrativo), si afferma che dal prossimo Settembre ed in circa 2 anni di switching, il Parlamento passerà a SuSE Linux e oggi [13-07-2007] Folena spiega brevemente che tale decisione è dovuta al fatto che la Camera aveva già un contratto con Novell e sfruttandolo anche per la migrazione si ridurrebbero anche i problemi ad essa collegati (mhmhm…).
Per un amante di Ubuntu come me non è esattamente la scelta migliore, ma anche se Novell ha fatto un patto con il Diavolo (leggasi Micro$oft) usa comunque il “nostro” kernel 😛

Digg!
Grazie per aver votato questa notizia su Digg!

ADSL a Castel San Niccolò (AR) – Finalmente è REALTÀ!

DSLaMInterrompo la nuova pausa di riflessione del blog per una di quelle notizie, che seppur interessino davvero poche persone, rappresentano per il sottoscritto una vera e propria liberazione da quel bollino da "digital-diviso" che ormai avevo addosso da quando la “mitica” BB·B arrivò in Italia…

Infatti, dopo la lettera della Telcom Italia ricevuta dal mio comune nel Febbraio di quest’anno in cui si rendeva nota la pianificazione del servizio ADSL per il I semestre del 2007, e l’ufficializzazione nel sito wholesale di Telecom Italia avvenuta i primi di Maggio (che io ho scoperto 😛 e di cui ha riportato la notizia mio cugino AleXit) in cui – cripticamente – si parlava del 31 Giugno, e ancora, dopo che la centrale principale di Prato di Strada – situata accanto a casa mia (anzi, in un certo modo è casa mia visto che lo stabile è di proprietà di mia nonna) – è stata “assalita” senza interruzione da Omini Telecom per tutto il mese: quest’oggi, dopo che un primo controllo di routine fatto nel primo pomeriggio aveva avuto esito negativo, AleXit mi ha avvertito che qualcosa era cambiato, ed ecco cosa:

ADSL attivabile a Castel San Niccolò (AR)

Come potete vedere, dopo anni di niet, adesso il semaforo di toscanini è finalmente verde!

Potrete sicuramente (o forse no?!) immaginare la gioia che una notizia del genere possa suscitare in uno smanettone informatico 😛 che ha fatto della Rete la sua seconda casa, vissuto fino a 21 anni senza banda larga (ormai dovrebbe essere un diritto costituzionale :D)…
Magari avrei sentito la necessità di una connessione broadband più qualche anno fa (ai tempi del Liceo…) visto che ora sto poco in casa e non abuso troppo della banda, ma vi assicuro che fin’ora la mia vita informatica non è stata sempre in discesa…

Nel mio caso, è apparso anche il messaggio «Servizio disponibile con intervento tecnico preventivo» visto che attualmente ho in casa una linea ISDN che dovrà essere rimossa, ma su questo e sui miei trascorsi telematici vi farò sapere in futuro…

Attualmente il servizio è disponibile per le numerazioni 570xxx, 572xxx e 550xxx (già disponibile da tempo essendo gestiti dalla centrale di Borgo alla Collina), mentre non è ancora disponibile per le numerazioni 555xxx (della centrale di Cetica, la cui attivazione è prevista sempre per fine giugno).

Ora, non mi resta che decidere quale servizio acquistare, siccome ho un vecchio contratto flat (dialup) con Tiscali di cui non avevo potuto ancora chiedere la disdetta, per evitare di pagare altri mesi inutilmente pensavo di usare quello, però posso avere al massimo una 4Mb. Altrimenti, c’è sempre la cara Mamma Telecom con cui, vista la distanza dalla centrale, non dovrei avere problemi ad avere una bella 20Mb, ma non so bene come funzioni… Quindi fatemi sapere!

PS: Ovviamente, io e alex abbiamo messo l’annuncio su www.comune.castel-san-niccolo.ar.it 😉

Io “WoW” l’avevo già fatto… Da un anno!

Bad Vista - Anti-Vista SiteCiao, solitamente non amo parlare di altri sistemi operativi in questo spazietto preferendo tenere le cose "buie" lontane, tuttavia il rilascio di M$ Finestre (senza) Vista non poteva certamente passare inosservato ad un attento lettore di feed (che a forza di leggere scrive poco :)) quale sono io, facendo rinascere in me antichi spiriti (non pensate male, eh?!) che mi hanno portato a partecipare a varie discussioni che si sono accese (ahhhhh…) nei siti dei maggiori Windows-bloggers, tra cui cito Giovy.it.
Non sono uno che normalmente usa queste pagine per abbattersi contro IL Colosso (meglio essere propositivi ;)), ma in questo caso non sono riuscito proprio a placarmi e nonostante abbia evitato di creare un’esplicita campagna anti-vista tra queste pagine, mi sono dato un po’ da fare a giro… 🙂
Non avendo intenzione di iniziare la guerra adesso (ed a scoppio ritardato), vi lascio semplicemente un paio di letture che penso siano abbastanza informative sull’argomento:

Qualunque sia la vostra opinione sulla cosa (commentate pure, eh!), questo articolo nasce per per un motivo solo "leggermente" collegato: la campagna Show us your "Wow"!
Nel sito msn, infatti si richiede agli utenti di condividere con gli altri il proprio momento di stupore, che appunto dovrebbe sucitare la scoperta di Vista, ma siccome a me l’ex codename Longhorn m’ha tutt’altro che stupito ho deciso di inviare al caro Bill il mio vero WOW.
Ve lo ripropongo:

Beryl Vista WOW - The real one!
(questo invece è il wow in tutta la sua forma)

LOL! 😀
Tutto questo per dire, che il mio primo e vero «WoW» (informatico, ndr) l’ho sospirato più o meno un anno fa quando Xgl e Compiz fecero la loro prima comparsa al mondo con questi video di presentazione a Parigi e poi ancora con l’indimenticabile screencast del geniale David Raveman che mi fece rimanere a bocca aperta per diversi minuti; per non parlare delle mie prime ore passate a giocare (sì, il termine è giusto) con Kororaa.

Eh beh… Sì! Quello era un gran bel «wow» che all’epoca mi pareva quasi fantascienza pensando che necessitasse hardware recentissimo (e pensare che invece va con PC di 4-5 anni!) e che magari dovesse attendere molto prima di uscire al mondo… Ed invece, un anno dopo ci fanno passare per innovativo un sistema che ha solo effetti da poco che richiedono risorse esagerate che ci dovrebbe stupire vedendo un poco utile Flip3d che i ragazzi di Beryl e Compiz potrebbero realizzare in pochi giorni…

Tuttavia, tornando all’attualità per far le cose per bene ho inviato il tutto a “mamma” Microsoft, ed ecco che mi hanno risposto quei cattivoni: 😥 

Oggetto: Non è possibile pubblicare il tuo Wow!

Grazie per il tuo interesse in Mostraci il tuo Wow. Sfortunatamente, la tua iscrizione non è stata accettata per questo sito web. La tua iscrizione non verrà pubblicata, e non sarà condivisa da Microsoft con nessun terzo.

Ops… E io che ci speravo…! 😆 

PS: un altro «wow» vero che ho apprezzato è stato questo.

Ritorno alle Origini – Bloggando con una Macchina da Scrivere!

Olivetti MP1 NeraMi capita spesso di essere un tipo «nostalgico di quel passato che non ha vissuto» ovvero: da amante della storia (specialmente quella contemporanea e anche molto vicina a noi) mi appassionano le sue forme meno raccontate del modo di vivere, che nella loro semplicità apparente nascondono molto spesso ad un «occhio del futuro» qualcosa di romantico che si vorrebbe provare…
Non so se siete riusciti a capire almeno un poco di quello che voglio intendere, però per il mio ragionamento dovrebbe essere chiaro che amo addentrarmi nei particolari (come le pubblicità) di una vecchia rivista così come provare un oggetto del passato. L’ho sempre fatto, da piccolo ho passato più di una mattinata davanti ad una macchina da scrivere o meglio ad una summa 15 per non dire che ho anche testato l’ebrezza di pennino calamaio e carta assorbente :P.

Ho deciso quindi di rivivere la cosa alla luce delle mie nuove esperienze e capacità dattilografe ed ecco cosa ne è venute fuori:

 Qualche giorno fa mi è balenata una strana idea, vale a dire quella di (ri)provare a battere un testo su una "vera" macchina da scrhivere e di pubblicarlo poi sul web... :) So benissimo che la cosa può apparire abbastanzwa (ehm..) "malsana", ma ero curioso di vedere come mi ci sarei trovato dopo essere cresciuto su tastiere digitali e software di scrittura; l'esemplare che ho trovato nell'armadio di mia nonna, per fare questo "salto nel passato" è neintemeno che una "gloriosa" Olivetti MP1, uno dei primi esemplari di typewriter portatile prodotta dalla casa eporediese tra il 1935 ed il '37 e tuttavia ancora ben in forma...! Al di là dell'evidente impossibilità di correggere e formattare il testo, per uno scrittore moderno, ci sono altri problemi: primo fra tutti è la differente disposizione della tastiera che, come anche in altre Olivetti (anche ben più recenti) è QZERTY (non QWERTY); a questo punto si aggiunge il fatto che la 'M' si trova nella riga centrale, accanto alla "L"; infine i numeri presenti vanno dal 2 al 9 visto che lo zero e l'uno possono essere realizzati rispettivamente con 'O' ("o" maiuscola) e l ("elle" minuscola). Detto questo, e dopo aver buttato un buon numero di fogli :D, mi sembra giunto il momento di ritornare agli strumenti a me più consoni visto che oltre ai numerosi errori di battitura, quella maestra severa di mia nonna ha già definito questa pagina "fuori standard" :(. Ci vendiamo sul Blog!

Rieccomi quindi al mondo dei bit 🙂
Beh, vi assicuro che il ritorno al presente è sicuramente moooolto piacevole per comodità (la [ri]scrittura di quel breve pezzo non è stata poi così veloce oltre che di bassa qualità), anche se il vecchio odore di inchiostro ed il ticchettio della cara MP1 rossa fanno sempre il loro effetto 😛

Addio a tutti da questo post innovativo nel suo essere retrò 😀

La lotta dei sistemi operativi a TG3 Scenari – Linux? Presente!

Compiz al TG3Ieri, mentre ero a pranzo con i miei circondato dal solito sottofondo televisivo, una strana parola proveniente dalla “scatola nera”, su cui era in onda il TG3, è giunta al mio orecchio facendomi subito sobbalzare: LINUX!
Beh, lo so che è accaduto anche di recente che si parlasse di pinguini in TV (in tal caso era il TG1), ma non è che ci si faccia così tanto l’abitudine visto che ancora ci possiamo considerare una minoranza dentro ad un ambito (quello informatico) che viene normalmente ignorato o al massimo trattato con superficialità dai [nostri] media…

Ad ogni modo, era tutto vero; la rubrica "Scenari" del TG3 curata da Roberto Reale ha trasmesso ieri un breve reportage in cui si parlava della «guerra degli OS» definendo per ogni "prodotto" il proprio target… Questa la presentazione ufficiale:

Il 90 per cento degli utenti di computer usa Windows e la Microsoft sta per lanciare il nuovo sistema operativo "Vista". Ma crescono nel mondo i rivali, come Linux, sistema operativo gratuito. Se ne parla a Scenari, la rubrica di tecnologia e società a cura di Roberto Reale.

Per chi non avesse visto il servizio o per chi lo vorrebbe rivedere, mi pare opportuno linkare il video che ho ripubblicato su YouTube. Altrimenti potete vederlo in streaming (formato Real Media) con il vostro player da questo indirizzo (usate invece mplayer -dumpstream <url> per scaricarlo)

Al di là del fatto che si è trattato troppo bene Vista, imho (senza ricordare per esempio, che l’unica retrocompatibilità l’avrà con i virus, e senza sottolineare che non ha poi tutte queste innovazioni rispetto a quello che già esiste su Linux, Mac OS X & co.), per quanto riguarda le considerazioni generali il servizio mi è parso fatto abbastanza bene definendo più o meno il target di ciascun OS (omettendo che spesso non è prorpio una scelta)…
Tralasciando cosa si è detto sugli altri sistemi, la nostra parte l’ha retta un fantomatico “uomo Linux” che si è poi rivelato essere Alessio Porcacchia – guru della sicurezza informatica nonché esperto di sistemi unix – che era anche già stato intervistato (come tutti gli altri "ospiti") per un precedente servizio del tg3 risalente a novembre 2006. Seppur sia stato evidentemente tagliato e seppur di cose da dire ce ne sarebbero un sacco, alla fine è stato importante sottolineare come ormai il pinguino faccia il suo lavoro egregiamente anche a livello desktop!

Unica cosa che ora mi sento di criticare è il fatto che si continua a definire Linux come il «sistema operativo gratuito» invece che il «sistema operativo libero»! Tra le righe lo si è forse inteso, ma dirlo esplicitamente non mi pareva una cosa sbagliata…!

Infine, ultima chicca… Non so se l’avete notato, ma è stato mostrato il cubo di Compiz / Beryl! Per poco, ma chi lo conosce l’ha sicuramente notato subito! Nel caso ve lo siate perso riguardate il video paragonandolo con l’immagine in cima a questo post!
Purtroppo, anche in questo caso, non è stato enfatizzato troppo, ma mi accontento lo stesso! 🙂

Bye!

Microsoft apre gli occhi e vede un Pinguino

Linux VS Windows Riporto una notizia tratta da Punto Informatico di oggi, davvero interessante… Il titolo della news è «Microsoft apre un sito su Linux».

Pare infatti, che Microsoft si sia accorta che Linux esiste e che non si possa fermare! Non è una cosa da niente, considerando le campagne fatte per dimostrare la sua inferiorità o per delegittimare il sistema minacciandolo magari con qualche brevetto…

Con questa pseudo-legittimazione da parte del colosso di Redmond, sembra trasparire una certa voglia di collaborare per rendere più vivibile la situazione per chi usa sistemi Linux-Windows

Beh… Ho detto anche troppo, ora vi lascio all’articolo

Boston (USA) – "Linux e il software open source sono qui per restare: tanto vale conviverci pacificamente". Questo il succo di un discorso con cui Bill Hilf, general manager of platform technology strategy di Microsoft, ha ieri presentato una nuova iniziativa del gigante di Redmond tesa a migliorare l’interoperabilità dei propri prodotti con il software a codice aperto.

Al centro dell’iniziativa, annunciata durante la giornata d’apertura del LinuxWorld Conference and Expo, c’è un sito web battezzato Port 25: qui Microsoft renderà note le attività portate avanti nei propri laboratori Linux e raccoglierà il feedback degli utenti Windows che utilizzano software open source.

"Siamo consapevoli del fatto che i nostri clienti spesso utilizzano altre tecnologie oltre a Windows", ha spiegato Hilf. "C’è chi vuole usare Linux, chi vuole far girare Windows in modo virtualizzato, chi vuole gestire Linux utilizzando i prodotti di Microsoft. In tutte queste situazioni noi possiamo trovare un modo per interoperare".

Come sottolineato dal suo nome, riferito alla porta TCP utilizzata dal protocollo per il trasferimento della posta elettronica (SMTP), il sito Port 25 ha come primo obiettivo quello di migliorare la comunicazione tra Microsoft e gli utenti che utilizzano abitualmente ambienti di calcolo eterogenei, composti sia da sistemi Windows che da sistemi Linux. A questi utenti il colosso intende fornire maggiore supporto rispetto al passato, rispondendo ai loro quesiti ed aiutandoli a migliorare la convivenza tra Windows e le piattaforme open source.

Nella propria sede di Redmond, Microsoft dispone di 300 server Linux suddivisi tra vari laboratori, dedicati ad attività quali l’analisi delle performance e i test di interoperabilità. Questi laboratori, come anche le iniziative Get the Facts e SharedSource, sono diretti da Hilf, che in passato ha lavorato per IBM occupandosi delle strategie pro Linux.

Port 25 ospiterà anche i blog di vari dipendenti di Microsoft, incluso quello dello stesso Hilf, in cui verranno pubblicate quotidianamente novità, informazioni tecniche e suggerimenti destinati ad aziende e utenti finali.

Che ne pensate? 🙄 

Ciao!!! ^_^

Lettera aperta a Beppe Grillo

DVD Beppe Grillo con OpenContent Riporto qui una lettera scritta dal gruppo Scarichiamoli! intestata a Beppe Grillo che gli chiede di pubblicare il proprio lavoro multimediale (DVD & libri) con licenza OpenContent.

Ovviamente è solo una proposta, ma speriamo sia considerata così da avere un primo esempio importante in Italia da cui possano poi seguire altre esperienze simili.

Visto che stiamo parlando di Beppe Grillo, aggiungo anche che il 22 aprile andrò al suo spettacolo di Firenze! :).
Ma ora vi lascio alla lettera:

Caro Beppe Grillo,
il fatto che una persona con la tua visibilità e la tua popolarità predichi l’economia della conoscenza, il copyleft, l’open content… ci riempie di gioia.
Hai colto davvero nel segno: i principi della condivisione, come tu ci ricordi, sono oggi più che mai fondamentali, così come è fondamentale mettere in pratica questi principi, altrimenti tutto perde di senso o acquista il senso dell’"armiamoci e partite".

Ti scriviamo questa lettera aperta per invitarti a rilasciare con licenza open content le tue opere (quelle che vendi: perché open content non significa gratis).

Ma attenzione, non ti invitiamo a fare ciò per una mera questione di coerenza (ognuno gestisce i propri diritti come meglio crede, e non sarà "Scarichiamoli!" a darti dell’incoerente o di colui che predica in un modo e razzola in un altro, nemmeno se ignorassi questa lettera): l’invito ti arriva perché il mondo open ha bisogno di un "testimonial", di un grande artista che creda nell’economia della conoscenza e dimostri, non soltanto ai milioni di persone che lo seguono, ma anche a editoria e major, che il mercato può girare (e meglio) anche senza full-copyright.

A proposito del DVD del tuo spettacolo dici: "Questo Dvd è una piccola cosa che ho messo in vendita non per fare i soldi… Lo potete anche trovare in Internet, lo potete scaricare gratuitamente e non sarò io a dirvi qualche cosa.".
Il problema, Beppe, è che scaricando gratuitamente quel DVD da Internet si commette un illecito. Ed è il tuo stesso Staff a dircelo: "Gentile Cliente, non è legale, attualmente è possibile incorrere nel penale.".

Se tu rilasciassi il DVD con licenza open content (non commerciale, non derivativa: forse questa è la formula che meglio si adatta alle tue necessità), sarebbe soddisfatta la tua volontà di non creare problemi alle persone: il tuo DVD continuerebbe ad essere in vendita (chi crede alla tua causa continuerebbe a sostenerla anche economicamente), e chi lo scarica gratuitamente da Internet non commetterebbe un illecito: nessun oppresso, nessun oppressore.

Sappiamo bene che non è facile passare da un paradigma economico basato sullo scambio ad una logica di mercato basata sull’etica (economia del dono, la chiamò Marcel Mauss, non mancando di sottolinerare che "non c’è nulla di meno gratuito del dono"), ma questa e soltanto questa è l’economia della conoscenza, e se intendiamo batterci per realizzarla, bisogna partire da esempi reali.

Il tuo blog è rilasciato con licenza creative commons (non commerciale, non derivativa): è certamente un esempio reale, ma non è un esempio in grado di cambiare le carte in tavola; se pensiamo ai principi di libera utilizzazione contenuti nella legge sul diritto d’autore (artt. 65 – 71 octies), potremmo dire che piove sul bagnato. Invece, la pioggia deve cadere sull’asciutto, e il miglior modo per farla cadere sull’asciutto è rilasciare con licenza open content ciò che è in vendita, ciò che è destinato al mercato: questa è la vera sfida! Questo è l’unico modo per cambiare le carte in tavola.

Riteniamo che tu, Beppe, che hai sempre dimostrato coraggio e spirito innovativo, tu possa concretamente contribuire alla relizzazione di quegli ideali che, con profonda convinzione, stai comunicando (è sufficiente che tu rilasci il tuo DVD con la stessa licenza con cui hai rilasciato il tuo blog).
E allora forza Beppe, riempici gli occhi di stupore ancora una volta.

Un saluto dallo Staff
di Scarichiamoli.org
(http://www.scarichiamoli.org)

Nicola A. Grossi
Danilo Moi
Michele Bottari
Fabio Sabatino

Eventuali risposte le troverete qui

Ciao!

Open Source nel programma dell’Unione

Giusto una battuta stasera… Ho dato un’occhiata al nuovo programma de L’Unione presentato in via definitiva il 10 febbraio e lungo ben 281 pagine 😛 (ovviamente qualcuno 🙄 ci ride, ma niente di ché… Meglio un programma completo che uno poco approfondito; a riassumere siamo sempre in tempo :)). Ad ogni modo non ho avuto tempo di leggerlo, ma ho guardato se erano state inserite alcune delle richieste in merito all’informatica e alle nuove tecnologie fatte ne La Fabbrica del Programma (e cui avevo in parte partecipato).
Beh… Per lo meno una notizia buona pare ci sia, a pagina 37, infatti, si legge:

Infine, dovremo tradurre in pratica le dichiarazioni di principio in favore della diffusione dell’Open Source nelle amministrazioni. Questa risorsa allevierà la dipendenza dalle onerose licenze commerciali.

Non è molto, ma certamente è un buon punto di partenza… Sicuramente in questo caso le "pressioni" dei Verdi (con Cortiana in testa che però non è stato candidato, se siete interessati firmate questa petizione) hanno avuto un certo peso. Speriamo di avere quello che noi tutti ci auguriamo, non solo per l’aspetto economico (che magari tocca anche quelli più fuori dal mondo dell’IT), ma anche per l’aspetto che magari è più importante per molti, ossia quello etico.

Infine, scusate i problemi di instabilità che sta avendo il blog in questi giorni ma i nostri tecnici sfitzeri ci stanno lavorando quindi ci posso fare ben poco… 😐

CIAO! 

Novità da KDE e Kubuntu: KDE 3.5.1, KOffice 1.5 beta 1 e SpreadKDE!

KDE LogoNews di poche ore fa… KDE.org ha rilasciato la versione 3.5.1 di KDE!
Ed è solo una delle news salienti pubblicate in KDE Dot News.

Nella nuova release non ci sono grandi novità in termini di feature, ma sono stati corretti oltre 150 bug in vari software base della suite, dopo l’hot-fix di alcuni giorni fa. Ancora un passo avanti per dimostrare l’efficenza dell’Open Source!!

Per avere informazioni dettagliate sull’aggiornamento vi consiglio di leggere la news, l’annuncio ufficiale dell’uscita della 3.5.1 ed il changelog completo dalla 3.5.0.

Gli sviluppatori di Kubuntu, come sempre rapidissimi, hanno sfornato già i nuovi pacchetti .deb.

Per aggiornare la vostra distro (K)ubuntu dovrete integrare i vostri repository secondo le modalità indicate qui, inserendovi il seguente “link”:

deb http://kubuntu.org/packages/kde351 breezy main


Mirror alternativi:

deb ftp://bolugftp.uni-bonn.de/pub/kde/stable/3.5.1/kubuntu breezy main
deb http://www.mirrorservice.org/sites/ftp.kde.org/pub/kde/stable/3.5.1/kubuntu breezy main
deb http://mirror.cc.columbia.edu/pub/software/kde/stable/3.5.1/kubuntu breezy main

Per essere tranquilli, inoltre, dovrete aggiungere la chiave di crittografia dei pacchetti con i seguenti comandi

wget http://people.ubuntu.com/~jriddell/kubuntu-packages-jriddell-key.gpg
sudo apt-key add kubuntu-packages-jriddell-key.gpg

Per scaricare ed installare nel sistema gli aggiornamenti invece vi basteranno pochi comandi (sempre che non usiate adept, aptitude o simili…):

sudo apt-get update
sudo apt-get dist-upgrade

Attenti che ci sono 102Mb da scaricare! 😀

Per ulteriori informazioni, vedete la news su kubuntu.org. 😉

 

Konqui Wants You!Le altre news cui facevo riferimento all’inizio sono la nascita nuovo progetto marchiato KDE e l’uscita di KOffice 1.5 beta 1.

Il suddetto “nuovo progetto” si chiama SpreadKDE ed è un portale Web nato per aiutare la diffusione del noto ambiente grafico (maggiori info). Il sito è ancora scarno, ma se seguirà l’esperienza di SpreadFirefox possiamo stare tranquilli!

Riguardo KOffice 1.5, invece posso dire poco… Infatti non utilizzo i software da ufficio di KDE, ma come molti OpenOffice. Quindi andate qui per l’installazione su Kubuntu (i passi sono simili a sopra) e qui per avere informazioni sulla nuova versione.

CIAO! ^_^

La fabbrica del terrore – I media contro Coolstreaming e Calciolibero

CoolStreaming LogoIn questi giorni molti quotidiani cartacei e no, così come molti telegiornali (e potete vederlo su Google News) hanno ostentato a gran voce una “grandiosa” operazione della GdF, ossia la chiusura di due portali che a loro dire «rubavano a Sky la trasimssione delle partite di calcio e la ripetevano sul Web».

NON C’È NIENTE DI PIÙ FALSO!

Ora, come molti sapranno i portali in questione sono Coolstreaming.us/.it/.biz e Calciolibero.com ed il 27 gennaio sono stati chiusi a ripetizione (seppur mentre alcuni notiziari parlavano della chiusura i due portali erano ancora online).

La cosa che però mi ha fatto veramente indignare 👿 è la campagna diffamatoria che si è creata su praticamente tutti i media. Perché la definisco «diffamatoria» è presto detto: chiunque abbia mai visitato CoolStreaming (di cui è disponibile una vecchia copia qui) e CalcioLibero (ancora parzialmente visibile qui) sapeva benissimo che i due siti non facevano altro che raccogliere e rendere disponibili al pubblico italiano i palinsesti di numerosi canali stranieri (per gran parte cinesi) che, proprietari delle licenze per vedere il calcio italiano, riversavano sul web (tramite varie tecnologie di streaming) le stesse partite senza limitarne l’accesso (per esempio in base agli IP – cosa che invece sembra stiano facendo i providers italiani! :|) agli spettatori di tutto il mondo.

Inoltre, i nostri cari portali, raccoglievano i e facevano supporto ai software di streaming Peer-to-Peer che permettevano di ottimizzare la trasmissione dei canali non sovraccaricando i server di origine pur permettendone una diffusione pressoché illimitata. C’è da notare che questi software P2P, oltre ad essere perfettamente legali, non erano gestiti da CS e CL, ma erano prodotti da altre società (anche qui, in gran parte cinesi), dove la tecnica della P2P-TV è molto utilizzata dai grandi network televisivi. Niente di illegale insomma, solo un legittimo utilizzo delle tecnologie che esistono.

Come è quindi chiaro Coolstreaming e Calciolibero non facevano altro che raccogliere risorse che chiunque sarebbe stato in grado di trovarsi da solo cercando nel web senza commettere alcun reato.
(per maggiori info leggete il comunicato stampa ufficiale di coolstreaming).

Ma l’interrogativo che più mi ha “tormentato” è stato… Perché tutta questa campagna mediatica?!? Voglio dire… Di solito non è che vengono affrontate in modo così massiccio le notizie provenienti dal mondo dell’informatica… L’idea che mi sono fatto è che i media (nella fattispece di Sky e Mediaset ma anche la7) devono di fatto intimorire gli utenti o i potenziali tali affinché il loro business ne esca più forte che mai allontanando parte dell’utenza da questi metodi che possono essere intesi come illegali nelle coscienze dei più inesperti e della gente comune. State certi che se questa vicenda avrà un buon fine (e lo avrà) non vi sarà una “pubblicità” simile. L’uscita che c’è stata faceva parte secondo me di una “battaglia psicologica” nata per “educare” la società affinché sia ben chiaro che se si vuole vedere il calcio italiano si deve pagare facendo riferimento ai colossi di cui sopra.

 

Per aiutare coolstreaming nella sua battaglia, fate riferimento al link sotto:

Aiuta CoolStreaming - Cartellino rosso alla censura!

 

Ciao! 🙁


Edit – Aggiungo alcune fonti sull’argomento: