That’s my blog… Life and Linux

Beryl-Themes – Personalizzate il vostro windows manager!

beryl-themesNon sono solito aggiornare la comunità di quanto avviene nel mondo di beryl, visto che normalmente parlo con i pacchetti, ma quest’oggi insieme all’uscita della seconda release stabile di Beryl (la 0.2), che comunque è già nei miei repository da tempo (e fra poco si inizierà con la serie 0.3), volevo notificarvi l’apertura di un nuovo portale dedicato alla personalizzazione del vostro window manager preferito: Beryl-Themes.org.

Il portale fa parte della famiglia di kde-look.org & company, quindi non si tratta di una vera e propria novità visto che già da tempo nei siti di questo network erano presenti dei materiali per Beryl, ma adesso è stato creato un sito a se stante per raccogliere senza tanta confusione tra i DE e con delle caregorie specifiche le personalizzazioni per il gioiellino.
Mi è sembrato quindi importante farvi partecipi di questo nuovo progetto che renderà più semplice trovare e pubblicare risorse personalizzate per Beryl senza doversi mettere a lurkare centinaia di thread nei vari forum.

Per spargere la voce, vi prego di votare la news su digg.

Bye!

Installare Xorg 7.2 e Mesa 6.5.2 in Ubuntu Edgy eft

Xorg-7.2Ovvia ora è finita l’ora di fare i giochini :P, ed è giunto di mettersi a fare qualcosa di più serio (o forse no! :D).
Beh, che questa sia una cosa seria o meno, toccherà a voi giudicarlo di certo a me piace avere sempre una macchina in forma e ben aggiornata nei punti che dico io (per questo mi sta stretta sia una release stabile che una di sviluppo), comunque da utente AiGLX con driver radeon sono sempre stato alla ricerca del massimo delle prestazioni e supporto per il mio Beryl tentando in più di un’occasione anche di aggiornare Mesa (la libreria 3D) all’ultima versione stabile o alla versione in sviluppo ma sempre con scarsi risultati.
La colpa in quelle situazioni era il fatto che Mesa 6.5.2 necessita un nuovo glproto (che gestisce la comunicazione tra server grafico e librerie 3d), e quindi risultava fondamentale l’aggiornamento anche del server grafico ad una versione più recente (presa da git) o più recentemente alla versione 7.2 che come saprete è uscita ufficialmente15 giorni fa (anche se già era disponibile da decine di giorni in git e più recentemente nell’ftp).

Comunque sia, ormai ce la dovevo fare e ce l’ho fatta (ovviamente), ricompilandomi Xorg, Mesa e altre librerie parallele (seguendo quanto ho scritto in questo post). Avevo iniziato a lavorare su Xorg e mesa git circa l’8 Febbraio come potete leggere in questo bug, ma ho raggiunto il successo solo il giorno successivo; in seguito ho usato Xorg e Mesa pacchettizzato in versioni "standard" fino a ieri quando mi sono messo in tesa di concedere questo piccolo sfizio anche agli altri utenti aprendo un repository. Per far ciò ho quindi ricompilato tutti i pacchetti relativi a xorg importati da feisty, ovviamente avvalendomi di alcuni miei script  che ho scritto al volo per automatizzare il tutto permettendomi di ottenere il tutto in circa 5 ore di compilazione! 🙂

A questo punto, siete pronti per aggiornare la vostra Ubuntu-box! Read the rest of this entry »

E se i Sistemi Operativi fossero Compagnie Aeree?!

Airplane running Linux Visto che non riesco a trovare il tempo per fare di meglio (o, più precisamente vorrei fare la cose troppo bene e quindi mi fermo -_-), mi mantengo in questi tempi su articoli scherzosi seppur a tema, quindi anche se vi evito di parlarvi di Pizza Party (tool super-geek che permette di ordinare da terminale, tramite uno script in perl, la vostra pizza presso Domino’s Pizza – blah!) visto che mi pare davvero troppo (cmq il video godetevelo :)), mi va di tradurvi un articoletto spuntato su digg eloquentemente intitolato: «If Operating Systems Ran The Airlines…».

Ebbene, come sarebbero le compagnie aeree se riprendessero dai sistemi operativi?! Ecco la risposta: 

UNIX Airways
Ciascun passeggero si porta con sé un pezzo dell’aereo quando arriva all’aeroporto. Quindi i clienti vanno tutti fuori nella pista e mettono insieme l’aereo pezzo per pezzo, discutendo senza sosta riguardo il tipo di aereo che hanno intenzione di costruire.

Air DOS
Tutti i passeggeri spingono l’aereo finché non inizia a librare leggermente, quindi ci saltano tutti dentro e lasciano l’aereo planare a motore spento finché non tocca terra di nuovo. A questo punto ripetono l’operazione finché non raggiungono la meta…

Mac Airlines
Tutti gli stewards, i capitani, i facchini ed i bigliettai
hanno lo stesso identico aspetto e si comportano allo stesso modo. Ogni volta che chiedi qualcosa sui dettagli del volo, ti viene risposto con gentilezza e decisione allo stesso tempo che non hai né bisogno né la volontà (in fondo) di conoscere quanto chiedi poiché tutto verrà fatto per te senza che tu debba sapere altro, quindi devi stare semplicemente zitto.

Windows Air
Il terminale è carino e colorato con stewards amichevoli, un facile controllo dei bagagli ed imbarco, il decollo è inoltre molto delicato. Dopo 10 minuti che sei in aria, l’aere esplode senza alcun tipo di avvertimento.

Windows NT Air
Esattamente come la Windows Air, ma costa di più, usa aerei molto più grandi e distrugge tutti gli altri aerei nelle 40 miglia circostanti quando esplode.

Windows XP Air
Raggiungi l’aereoporto che è obbligato per contratto a permettere solo Aerei dell’Xp Air. Tutte le aerovetture sono identiche: colorate con toni chiari e grandi il triplo del necessario. I simboli sono smisurati e tutti indicano la stessa cosa. Qualunque cosa tu faccia, spunta qualcuno vestito con un mantello ed un cappello a punta che insiste che tu lo segua; ti vengono tolti i vestiti ed i bagagli e vengono rimpiazzati con un completo ed una valigia dell’Xp Air, del tutto identici quelli delle altre persone che ti circondano. E tutto questo è incluso nell’esorbitante prezzo del biglietto.
L’aereo non partirà finché tu non avrai firmato un contratto. Si scopre poi che lo spettacolo di intrattenimento durante il volo è il solito cartone di Topolino ripetuto ad oltranza ad ogni volo. Devi telefonare alla tua agenzia di viaggio prima di mangiare o bere, e vieni richiamato diverse volte durante il volo. Se vai al bagno due o più volte devi comprare un nuovo biglietto. Non importa quale destinazione tu abbia scelto, il tuo viaggio terminerà sempre con un atterraggio di emergenza a Whistler in Canada
(Whistler è il nome in codice di Windows XP, ndr).

Linux Air
Gli impiegati scontenti di tutte le altre compagnie decidono di iniziare a costruire la loro compagnia. Questi costruiscono gli aerei, i conta-biglietti e bitumano le piste da soli. Fanno pagare un piccolo contributo per coprire il costo della stampa dei biglietti, ma te li puoi anche scaricare e stampare da solo senza spendere niente.

Quando sei a bordo dell’aereo, ti vengono dati un sedile, quattro bulloni, una chiave inglese ed una copia del GUIDA-al-sedile.html. Una volta seduto, la postazione totalmente personalizzabile è molto confortevole, l’aereo parte ed arriva in orario senza alcun problema, il cibo durante il volo è fantastico. Provi a raccontare ai clienti delle altre compagnie la tua spettacolare esperienza di volo, ma l’unica cosa che ti sanno rispondere è: «Che hai dovuto fare col sedile?!»

Non male direi, con un fondo di tristezza ma, chi davvero viaggia nella compagnia più sana, sa benissimo quante soddisfazioni da quel sedile! 🙂

Bye! :bye:

PS: personalmente ritengo la sezione dedicata a linux un po’ carente di fantasia… Aggiungerei altre idee, se vi va fatelo pure voi! 🙂

(Ab)Usare i Tablet PC su Ubuntu!

Linux on a Tablet PC

Treviño: «Una nuova ed ottima guida da parte di Ciso
Con questa guida vi spiegherò qualcosa che nessuno aveva mai fatto (almeno secondo me) in modo esauriente in lingua italiana. Grazie ad alcuni forum ubuntisti (fra cui quello ufficiale italiano e quello ufficiale internazionale) e anche all’aiuto di altre persone sono riuscito a creare una buona guida per installare Ubuntu su un tablet PC. O meglio: per far funzionare tutte le funzioni di un Tablet PC anche su Ubuntu.
Cominciamo! 🙂 Read the rest of this entry »

Tutto il Free Software a Tavola!

No, no… Non vi sto parlando di Gourmet – Recipe Manager o di qualsiasi altro software molto geek da usare in fase pre/durante/post pasto per non farvi mai dimenticare il vostro amato PC, ma dopo il post tecnicissimo articolo appena postato, ho pensato che vi ci voleva proprio qualcosa per rilassarvi
Così, vagando per la Rete ho trovato un disegno davvero molto carino pieno di doppi sensi

La banda del freesoftware (Tux, Daemon, duke, java, Mozilla, Gimp, openoffice.org, OpenBSD, X, GTK, Stallman, GNU...)

Quanto sopra è stato creato dalle abili mani di Jim Huang (A.K.A. jserv) che ha rappresentato le mascotte ed i loghi dei vari progetti Open in tono molto scherzoso… Tutto mi pare davvero ben fatto!

Ora vi lascio divertirvi ad associare ciascun immaginetta al progetto di appartenenza ^_^.

Bye 😉

La soluzione dei problemi applicativi in Linux

tux-problems-solvingSalve ragazzuoli oggi ho il grande onore di pubblicare per voi un lavoro che ho ricevuto direttamente (beh si, via mail :P) dalle mani di Alessio Porcacchia che come ricorderete è l’«uomo linux» di cui abbiamo parlato qualche tempo fa in quanto è stato colui che ha avuto l’onore e l’onere di tenere alto il nome del Pinguino nel servizio del tg3 dedicato alla guerra dei sistemi operativi (sicuramente molto meglio di come ha fatto Attivissimo alle iene).
Alessio che tra le varie attività è un attivista del mondo unix, sta svolgendo il ruolo di consulente in diversi progetti di livello tra cui Debian e questa mattina mi ha inviato un documento in cui si affronta un problema tanto tecnico quanto importante per poter conoscere a fondo la propria macchina sfruttando la potenza che il Kernel ci da: il Problem Solving.

Con questo termine si intende di fatto la soluzione dei problemi che possono accadere a livello applicativo e che potrebbero ridurre macchine assai importanti (come per esempio i server) in condizioni precarie.
Seppur il tema affrontato è, come anticipato, assai tecnico e richieda abbastanza esperienza Alessio è riuscito a metterlo su un piano molto pratico rendendo il tutto più amichevole.

Ritenendo che un post del blog non sia adatto alla stesura di un articolo del genere ho preferito inserirlo in una pagina apposita, mentre vi lascio qui la prefazione:

Dedico questo articolo al blog http://3v1n0.tuxfamily.org ringraziando l’autore per aver dato un così positivo commento a l’umile lavoro di divulgazione e di supporto all’interno della comunità. Dedico inoltre alla comunità Debian Italiana tutto il lavoro svolto in questi anni. Questo articolo nacque inizialmente per una pubblicazione da rivista. Devo dire che presentai tale articolo a molte riviste e come risultato ebbi una mancato riscontro. In definitiva ritengo che un articolo sul problem solving sia cosa buona e utile, dato che manca effettivamente un qualsiasi tipo di riferimento manualistico in Italia. Questo ci fa ancora una volta capire il livello di arretratezza che ci si trova ad affrontare dal punto di vista di divulgazione cartacea IT in italia. In questi anni comincio a farmi una visione sempre piu’ limpida del perchè manchi una rivista in italiano come Samag.com Ovvero una rivista dedicata dai tecnici per i tecnici, poiché almeno dal punto di vista editoriale si guarda a linux come un “esotico” prodotto per vendere qualche iso masterizzata e non come effettivo strumento di lavoro all’interno dei datacenter o dei CED, cosa che posso testimoniare direttamente comincia a diventare una realtà tangibile. Se vediamo il mercato editoriale, di riviste in italia che lontanamente solo si avvicinano a samag.com non ci sono, e non credo perchè non ci sia mercato, ma per la poca lungimiranza di certe case editrici. Si pubblicano migliaia di riviste clone per le console giochi che alla fine sono sempre tutte uguali, ma nessuno dico NESSUNO, hai mai voluto riflettere sulla possibilità di una reale rivista informatica per gli addetti hai lavori. Sinceramente questa cosa è di una tristezza sconfinata. Speriamo che in un prossimo futuro ci sia chi in Italia voglia davvero fare una rivista tecnica per i tecnici e non “materiale cartaceo” aggiuntivo al dvd.

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Altrimenti potete scaricare in locale i documenti in formato originale OpenDocument o PDF.

Ringraziando ancora una volta Alessio Porcacchia per la dedica ed il grande lavoro di stesura della guida che ha fatto vi auguro a tutti una buona ed attenta lettura 😉

PS: E come ci ricorda Porcacchia qualcuno disse: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!».

Io “WoW” l’avevo già fatto… Da un anno!

Bad Vista - Anti-Vista SiteCiao, solitamente non amo parlare di altri sistemi operativi in questo spazietto preferendo tenere le cose "buie" lontane, tuttavia il rilascio di M$ Finestre (senza) Vista non poteva certamente passare inosservato ad un attento lettore di feed (che a forza di leggere scrive poco :)) quale sono io, facendo rinascere in me antichi spiriti (non pensate male, eh?!) che mi hanno portato a partecipare a varie discussioni che si sono accese (ahhhhh…) nei siti dei maggiori Windows-bloggers, tra cui cito Giovy.it.
Non sono uno che normalmente usa queste pagine per abbattersi contro IL Colosso (meglio essere propositivi ;)), ma in questo caso non sono riuscito proprio a placarmi e nonostante abbia evitato di creare un’esplicita campagna anti-vista tra queste pagine, mi sono dato un po’ da fare a giro… 🙂
Non avendo intenzione di iniziare la guerra adesso (ed a scoppio ritardato), vi lascio semplicemente un paio di letture che penso siano abbastanza informative sull’argomento:

Qualunque sia la vostra opinione sulla cosa (commentate pure, eh!), questo articolo nasce per per un motivo solo "leggermente" collegato: la campagna Show us your "Wow"!
Nel sito msn, infatti si richiede agli utenti di condividere con gli altri il proprio momento di stupore, che appunto dovrebbe sucitare la scoperta di Vista, ma siccome a me l’ex codename Longhorn m’ha tutt’altro che stupito ho deciso di inviare al caro Bill il mio vero WOW.
Ve lo ripropongo:

Beryl Vista WOW - The real one!
(questo invece è il wow in tutta la sua forma)

LOL! 😀
Tutto questo per dire, che il mio primo e vero «WoW» (informatico, ndr) l’ho sospirato più o meno un anno fa quando Xgl e Compiz fecero la loro prima comparsa al mondo con questi video di presentazione a Parigi e poi ancora con l’indimenticabile screencast del geniale David Raveman che mi fece rimanere a bocca aperta per diversi minuti; per non parlare delle mie prime ore passate a giocare (sì, il termine è giusto) con Kororaa.

Eh beh… Sì! Quello era un gran bel «wow» che all’epoca mi pareva quasi fantascienza pensando che necessitasse hardware recentissimo (e pensare che invece va con PC di 4-5 anni!) e che magari dovesse attendere molto prima di uscire al mondo… Ed invece, un anno dopo ci fanno passare per innovativo un sistema che ha solo effetti da poco che richiedono risorse esagerate che ci dovrebbe stupire vedendo un poco utile Flip3d che i ragazzi di Beryl e Compiz potrebbero realizzare in pochi giorni…

Tuttavia, tornando all’attualità per far le cose per bene ho inviato il tutto a “mamma” Microsoft, ed ecco che mi hanno risposto quei cattivoni: 😥 

Oggetto: Non è possibile pubblicare il tuo Wow!

Grazie per il tuo interesse in Mostraci il tuo Wow. Sfortunatamente, la tua iscrizione non è stata accettata per questo sito web. La tua iscrizione non verrà pubblicata, e non sarà condivisa da Microsoft con nessun terzo.

Ops… E io che ci speravo…! 😆 

PS: un altro «wow» vero che ho apprezzato è stato questo.

Ritorno alle Origini – Bloggando con una Macchina da Scrivere!

Olivetti MP1 NeraMi capita spesso di essere un tipo «nostalgico di quel passato che non ha vissuto» ovvero: da amante della storia (specialmente quella contemporanea e anche molto vicina a noi) mi appassionano le sue forme meno raccontate del modo di vivere, che nella loro semplicità apparente nascondono molto spesso ad un «occhio del futuro» qualcosa di romantico che si vorrebbe provare…
Non so se siete riusciti a capire almeno un poco di quello che voglio intendere, però per il mio ragionamento dovrebbe essere chiaro che amo addentrarmi nei particolari (come le pubblicità) di una vecchia rivista così come provare un oggetto del passato. L’ho sempre fatto, da piccolo ho passato più di una mattinata davanti ad una macchina da scrivere o meglio ad una summa 15 per non dire che ho anche testato l’ebrezza di pennino calamaio e carta assorbente :P.

Ho deciso quindi di rivivere la cosa alla luce delle mie nuove esperienze e capacità dattilografe ed ecco cosa ne è venute fuori:

 Qualche giorno fa mi è balenata una strana idea, vale a dire quella di (ri)provare a battere un testo su una "vera" macchina da scrhivere e di pubblicarlo poi sul web... :) So benissimo che la cosa può apparire abbastanzwa (ehm..) "malsana", ma ero curioso di vedere come mi ci sarei trovato dopo essere cresciuto su tastiere digitali e software di scrittura; l'esemplare che ho trovato nell'armadio di mia nonna, per fare questo "salto nel passato" è neintemeno che una "gloriosa" Olivetti MP1, uno dei primi esemplari di typewriter portatile prodotta dalla casa eporediese tra il 1935 ed il '37 e tuttavia ancora ben in forma...! Al di là dell'evidente impossibilità di correggere e formattare il testo, per uno scrittore moderno, ci sono altri problemi: primo fra tutti è la differente disposizione della tastiera che, come anche in altre Olivetti (anche ben più recenti) è QZERTY (non QWERTY); a questo punto si aggiunge il fatto che la 'M' si trova nella riga centrale, accanto alla "L"; infine i numeri presenti vanno dal 2 al 9 visto che lo zero e l'uno possono essere realizzati rispettivamente con 'O' ("o" maiuscola) e l ("elle" minuscola). Detto questo, e dopo aver buttato un buon numero di fogli :D, mi sembra giunto il momento di ritornare agli strumenti a me più consoni visto che oltre ai numerosi errori di battitura, quella maestra severa di mia nonna ha già definito questa pagina "fuori standard" :(. Ci vendiamo sul Blog!

Rieccomi quindi al mondo dei bit 🙂
Beh, vi assicuro che il ritorno al presente è sicuramente moooolto piacevole per comodità (la [ri]scrittura di quel breve pezzo non è stata poi così veloce oltre che di bassa qualità), anche se il vecchio odore di inchiostro ed il ticchettio della cara MP1 rossa fanno sempre il loro effetto 😛

Addio a tutti da questo post innovativo nel suo essere retrò 😀

IRSSI : IRC da Terminale

IrssiTreviño: «Ancora per voi una nuova guida “targata” Nardin»
Ecco che dopo smanettamenti vari sono riuscito a comprendere a fondo Irssi: software dalle grosse potenzialità, nascoste naturalmente dalla linea di comando.

Inanzitutto installiamolo:

sudo apt-get install irssi

Una volta terminati i processi di apt, possiamo avviarlo lanciando irssi; eh… In effetti è un po’ scarno, vero??

Passiamo ora alla configurazione… Beh possiamo dire che è utilizzabile attraverso i soliti comandi irc, ma prima, settiamo il nostro nick. Il comando /set mostrerà la lista dei possibili setting da applicare, tra cui di sicuro il primo è il nostro nick; per utilizzare il nick «MIONICK» digitiamo

set nick MIONICK

Adesso siamo pronti per connetterci; il comando /connect stabilirà una connessione con un server, ad esempio:

/connect irc.ubuntu.com

Potete visualizzare la lista dei canali del server (in questo caso quello di ubuntu = freenode) con il comando /list, e ad esempio filtrarla con un argomento di interesse, tipo

/list #ubuntu*

mentre con il seguente comando potrete accedere ad un canale da voi scelto

/join #ubuntu-it

Inoltre ricordate: Se volete ritornare alla finestra iniziale (quella del server) basta premere ALT+1. In IRSSI il passaggio fra una finestra e l’altra avviene con la pressione di ALT+N dove N e’ un numero da 1 a 0.

Altri possibili comandi sono :

/query nickname (apre una finestra di query con un utente dal nome nickname)
/win k (chiude la finestra attuale)

Se invece volete spedire un file usate:

/dcc send nome_persona file_da_spedire

oppure ricevere:

/dcc get nome_persona file_da_ricevere file_da_ricevere

Beh mi sembra che adesso sia possibile fare di tutto no?! 😉

Adesso vediamo come automatizzare il processo di connessione all’avvio:

Supponiamo di volerci connettere al server freenode in automatico, identificarci, e joinare sul canale #lugbari (è quello che serve a me :)); inanzitutto creiamo il network, identificandola all’interno di irssi:

/NETWORK ADD FreeNode $/NETWORK ADD -autosendcmd "/msg nickserv IDENTIFY password" FreeNode

La seconda parte è utile nel caso in cui abbiamo un nick registrato ed abbiamo bisogno di identificarci, grazie ad essa, è possibile farlo in automatico

Ora inseriamo il server:

/SERVER ADD -auto -network FreeNode irc.freenode.org 6667 password (opzionale)

Con questo abbiamo associato l’indirizzo del server al network precedentemente creato.

Infine, l’autojoin al canale:

/CHANNEL ADD -auto #lugbari FreeNode password (opzionale)

Riavviamo il tutto… et voilà 🙂

Come al solito esistono una miriade di altre opzioni, spiegarvele tutte sarebbe impossibile (leggete i doc od il man eventualmente), ma vi anticipo che è possibile utilizzare irssi come client icq, o altro ancora, attraverso vari plugin.

Ecco alcuni screenshot presi da qua per darvi una idea:

irssi-ksiadz irssi-madcow 

 

Nardin

Flash Player 9.0 per Linux – La versione ufficiale è giunta!

Tux flashDopo il rilascio di due beta del player e del plugin per Flash 9, Adobe ha finalmente rilasciato oggi la versione stabile (9.0.31.0) del plugin per browser Netscape-compatibili mentre non ci sono notizie sul player standalone rilasciato in tutte le precedenti occasioni…
In questa nuova versione ufficiale attesa da anni (considerando che la precedente versione stabile era una 7.x) c’è stata un’ottimizzazione dell’ultima beta che già di per sé si comportava egregiamente (per lo meno nel mio caso); tuttavia per ulteriori informazioni vi rimando alle Release Notes che contengono anche un changelog minimale…
Quello che possiamo dire (e confermare) è che con questo rilascio i pinguini navigatori non si sentiranno più “ufficialmente” discriminati nella giungla del Web2! 😉

Per installarlo potrete usare l’installazione (manuale) a partire dagli archivi di adobe o dagli rpm presenti nella pagina di rilascio; se invece usate Ubuntu potrete semplicemente aggiungere il mio repository in lista, quindi dovrete fare:

sudo apt-get install flashplugin-nonfree
sudo apt-get install flashplayer-nonfree # solo se volete gflashplayer versione beta

Ad ogni modo, vi linko anche direttamente il pacchetto appena sfornato (per edgy, ma è disponibile anche su dapper):

Come saprete, purtroppo, Adobe (seppur stia collaborando a progetti come swfdec) non è interessata a rilasciare i sorgenti del plugin flash, quindi possiamo averne solo una forma binaria per 32bit… Gli utenti di distribuzioni a 64bit possono sfruttare la potenza di nspluginwrapper come indicato in questo utilissimo post .

Vi ricordo ancora che per notificare un problema o fare delle richieste dovrete segnalarlo ad adobe tramite l’apposito Form, questo non potrà che aiutare gli sviluppatori!

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