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Compiz Fusion inizia a parlare Italiano: Aiutiamolo!

Compiz Fusion Italian LogoCome avranno visto gli utilizzatori dei miei pacchetti o del mio script impacchettatore, da qualche giorno sia CompizConfig Settings Manager che i plugin di Fusion supportano l’internazionalizzazione (i18n).
Io, già da qualche giorno, ho ritirato fuori il mio vecchio mestiere da traduttore, e mi sono messo a tradurre CCSM (lavoro relativamente breve), ma quando è arrivato il momento dei Plugin di Compiz Fusion mi sono reso conto che non potevo fare da solo visto che ci troviamo davanti a quasi 500 stringhe (tra l’altro spesso molto tecniche), da rendere appetibili per gli utenti italiani…

Mi è quindi sembrato ovvio rivolgere questa chiamata ai miei amati lettori ed in generale a chiunque voglia aiutare questo nuovo progetto ed abbia una sufficiente conoscenza dell’inglese (e di Compiz)…
Già poche persone volenterose dovrebbero essere in grado di rendere questo lavoro piuttosto rapido ma sopratutto efficace. Quindi collaborate!

Per quanti di voi si fossero avvicinati solo ora alla traduzione di software in ambienti liberi, ci sono degli strumenti ormai considerati standard che fanno capo a gettext rendendo questo processo molto semplice ed intuitivo (oltre che assistito) sia per gli sviluppatori che per i traduttori.
Dal vostro/nostro punto di vista (di traduttore, ndr) vi basterà usare tool come kbabel (se utenti KDE), gtranslator (se utenti GNOME), poEdit (se indipendenti) o un semplice editor di testo (se siete utenti duri e puri) per modificare il file *.po che di fatto risulta essere il nostro dizionario particolare (maggiori informazionisezione italiana del Translator Project).

Ora che vi ho elencato un po’ di risorse per modificare i file PO, guardiamo come ottenere e di lavorare sul file di traduzione italiano di Compiz Fusion… Per farlo ci sono due modi:

  1. Scaricate e salvate il file it.po (il link punta sempre all’ultima versione) e iniziate a tradurlo con il tool che preferite, quindi salvate tutto ed inviatemi il file it.po risultante dal vostro lavoro.
    Riscaricate il file ogni volta che ci rilavorate per evitare di perdervi nuove traduzioni…

  2. Usando il GIT, date i seguenti comandi:
          git-clone git://anongit.opencompositing.org/fusion/i18n
    Quindi traducete usando il vostro tool preferito (con cui dovrete aprire il file in i18n/po/it.po), quindi eseguite (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p > /tmp/it-po.patch
    Speditemi il file /tmp/it-po.patch e nel caso vogliate ritradurre date il comando sotto per aggiornare i files (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p | patch -Rp1 && git-pull

  3. Installare Gobby, accedere al server obby.opencompositing.org porta 6523, la password è cfteam e traducete direttamente online editando il file it.po!

Siccome io e pochi altri abbiamo la possibilità di modificare il repository git i18n di Fusion, e non essendo stata creata ancora né una mailing-list né un vero e proprio gruppo di lavoro per le traduzioni, l’unico modo per rendere effettivo quanto avete italianizzato – come già detto – è quello di inviarmi il vostro it.po (o la patch generata) affinché io inserisca tutto in git…

Sperando che si uniscano quante più persone possibili a questo appello, prego chiunque ci lavori sopra, di non tradurre subito la prima stringa disponibile (per evitare di fare il lavoro doppio), ma di andare un po’ a caso :P . Magari potreste inserire qui tra i commenti quanto state facendo così da evitare inutili sovrapposizioni.
Resta comunque il fatto che prima mi inviate il file tradotto, e prima io posso inserirlo in git così da facilitare il lavoro di tutti.

A presto (attendendo i vostri it.po) ^_^… 


EDIT [19-09-2007]: è tempo di fare un resoconto di quanto è stato fatto fino ad adesso.

Hanno contribuito (fin’ora):

Da qualche settimana il maintainer ufficiale della traduzione italiana è Milo Casagrande, fate riferimento a lui per ogni cosa inerente l’i18n di Compiz e Compiz Fusion.

Bombardamento Mediatico da Compiz Fusion

Compiz-Fusion_test_logoA quasi una settimana dall’ufficializzazione del repository di Compiz Fusion, sembra proprio che il mondo se ne sia accorto… Infatti, a parte alcuni piccoli problemi riportati (e per lo più corretti) tra i commenti degli articoli di questo blog (dovuti soprattutto a dei bug di GNOME [nel caso dello splash eterno] od alla mancata rimozione di vecchi files [Segmentation fault o decorazioni mancanti]), pare che Fusion stia già conquistando il mondo Ubuntu e non solo…

Grazie a tutti quelli che mi seguono qui e nei forum internazionali, tutta questa foga si è riversata anche su di me e su quanto ho prodotto, venendo citato (ma non sempre linkato :( ) praticamente in ogni wiki, blog e forum in cui si parli di Ubuntu e Compiz Fusion facendo superare al repository, in poche ore, i 50′000 hit giornalieri (mentre il traffico è ancora lontano al record di 700Gb/mese di Febbraio rimanendo sotto i 400Gb/mese).
Come potete immaginare la cosa mi rende molto felice e non fa altro che stimolarmi a continuare e migliorare questa mia attività (se poi volete fare di più il pulsantino PayPal è tanto che se ne sta, tutto solo, nella sidebar di destra :P ).

Tanto per farvi presente cosa intendo e per fissare nel DB dei risultati in un certo senso storici (ottenuti senza che mi impegnassi troppo direttamente nel segnalare la cosa e che hanno messo anche mezzo Tuxfamilyche ringrazio sempre – sotto sforzo), vi elenco i risultati che reputo più importanti:

Mi sembra di non aver dimenticato altro, ma già così mi pare un ottimo risultato… Mi scuso se non elenco tutti gli altri, ma capirete che non è possibile :)

Una richiesta che ricevo molto spesso in questi giorni, sono i sorgenti dei pacchetti deb, utili per gli utilizzatori di altre distribuzioni debian-based e/o altre architetture, bene… Nel tempo libero, tra una patch e l’altra, sto ultimando un sistema di impacchettamento dinamico (ossia che si auto-aggiorna da git) che renderà tutto molto semplice per tutti quelli che vogliono farsi dei pacchetti in casa. Ammetto di aver rallentato un po’ il suo sviluppo per dedicarmi ad altre cose, ma spero di terminare il tutto entro pochi giorni

Configurare Compiz in scioltezza con CompizConfig!

CompizConfig LogoCome preannunciatovi nel post precedente, parliamo un po’ di nuovi sistemi di configurazione per Compiz sorti all’ombra di OpenCompositing.org… Come saprete compiz, fin dagli esordi, funzionava sfruttando il sistema di configurazione principe di GNOME: GConf, e questo elemento fu uno dei principali motivi di proteste da parte della comunità (spcialmente, quella non-gnome, ovviamente) e quindi della nascita di progetti paralleli (fork) quali compiz-quinn, prima e Beryl poi.

Con un certo ritardo (si sa, DavidR non è per i workaround:P ) fu stravolto il sistema utilizzato  fin dagli esordi, inserendo la possibilità di usare plugin diversi per il salvataggio delle opzioni e Mike mikedee Dransfield creò un plugin "ini" che permette il salvataggio della configurazione in dei files (ciascuno per plugin) in ~/.compiz/options. Tuttavia, il ritardo dell’aggiornamento rispetto a Beryl che già aveva i suoi configuratori ed il sistema poco friendly di gestione non resero questo cambiamento troppo apprezzato…

Tutto il resto è storia recente, con il porting da libberylsettings (il fiore all’occhiello di Beryl) a libccs adesso rinominata in libcompizconfig di cui ho spiegato il suo funzionamento in questo articolo che è fondamentalmente sempre valido a parte il fatto che la libreria ha cambiato nome e che adesso il backend gconf usa gli stessi parametri del plugin standard di compiz (per il plugin ini verrà fatta la stessa cosa presto).

Nonostante i flames che ci sono stati nella Mailing list di CompComm riguardo l’approccio usato da questo sistema (alcuni validi, altri un po’ meno) portati avanti più che altro da mikedee e RYX (entrambi "ex" compiz-extra), la discussione è proseguita con un ritmo serrato e attualmente pare essersi placata sia perché si è deciso di mantenere una linea che rimanga sempre fedele ai plugin standard di configurazione di Compiz, sia perché fino ad oggi non esiste sistema migliore che permetta sia la configurazione, che la gestione dei conflitti sia in modalità online, che offline (ossia, con sia con compiz avviato che no).

Andiamo quindi ad installare CompizConfig; prerequisito a tutto ciò è l’installazione di Compiz-git dal mio repostory eyecandy (come era stato indicato anche tra i commenti del primpo post su CompComm), dopo di che vi basterà fare:

sudo apt-get install compizconfig-settings-manager

Questo, fondamentalmente, farà tutto il necessario per avere le librerie libcompizconfig, il plugin ccp (che funge da tramite per compiz) ed il configuratore CompizConfig Settings Manager (e relative librerie in python), tuttavia sappiate che per aver un sistema funzionante usando la configuazione di CompizConfig, vi basterebbe il solo pacchetto compizconfig-plugin libcompizconfig0 (ma ovviamente sareste senza interfacce).
Altri pacchetti che definirei opzionali, sono:

libcompizconfig-backend-gconf    # backend per salvare i dati attraverso gconf (GNOME)
libcompizconfig-backend-kconfig  # backend per salvare i dati attraverso kconfig (KDE)
python-compizconfig              # bindings in python per l’accesso a libcompizconfig
compizconfig-settings-legacy     # settings manager "obsoleto" scritto in C e GTK+

Per usare compiz con questo sistema di configurazione, se usate i miei pacchetti o il mio wrapper (per come è stato impostato quest’ultimo), vi basta dare il classico comando

compiz –replace                 # corrisponde a dare ‘compiz –replace ccp’

Presupponendo che avrete installato il settings manager principale, ecco cosa vi apparirà lanciando ccsm:

CompizConfig Settings Manager
CompizConfig Settings Manager – Compiz Configurator

Ci tengo a sottolineare, di nuovo, che tutto questo è indipendente dall’uso o meno dei plugin di Compiz Fusion (ex CompComm).

A presto! 

Ubuntu Compiz-GIT Repository

Compiz GIT RepositoryHo aspettato qualche giorno per ufficializzare questa notizia, che seppur fosse ormai nota nei forum internazionali e nazionali, ho preferito non annunciare qui finché tutto non fosse funzionante al meglio e compatibile con i pacchetti che saranno presenti in Ubuntu Gutsy
Adesso, però posso dirlo a chiare lettere: Compiz – git è stato aggiunto al mio repository eyecandy!

Siccome, come è ben noto, David Raveman (DavidR) e gli sviluppatori che gli sono più vicini sono sempre molto cauti nel modificare il codice del core e dei plugin di base, posso dirvi senza problemi che queste build, seppur siano compilate con codice in fase di sviluppo, sono e (presumo) saranno sempre stabili e funzionanti.

Per aggiungere il repository alla vostra lista, editate – con permessi di amministrazione (sudo) – il file /etc/apt/sources.list, aggiungendovi quanto segue [EDIT qua per AMD-64]:

# Treviño’s Ubuntu Deisty EyeCandy Repository (GPG key: 81836EBF)
# Many eyecandy 3D apps: Beryl, Compiz, Fusion, AWN and kiba-dock
# built using latest available (working) sources from git/svn/cvs…
deb http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy
deb-src http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy

 Se non l’avete già fatto, date la fiducia alla mia chiave GPG pubblica con:

wget http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg -O- | sudo apt-key add -

Quindi potete aggiornare il vostro sistema stando attenti che i pacchetti compiz, compiz-core, compiz-plugins e libdecoration0 (e relativi) vengano aggiornati/installati (ci sta che la prima volta ci voglia un sudo apt-get dist-upgrade).
Per gli utenti GNOME ricordo di installare anche il pacchetto compiz-gnome, mentre per quelli KDE il pacchetto compiz-kde; gli altri (Xfce & co.), invece dovranno installare un decorator alternativo (come emerald) se non vogliono installarsi dipendenze collegate ad altri desktop (in attesa che la mia patch venga accettata :P ).

A questo punto non vi resta che avviare Compiz, e nella maggior parte dei casi il basterà il comando (che potrete aggiungere tra i programmi da avviare all’inizio della sessione):

compiz –replace

Tuttavia, per poter avviare Compiz correttamente in qualsiasi configurazione hardware/software supportata ho inserito un wrapper (basato principalmente sul codice del compiz-manager di Kristian Lyngstøl) in /usr/bin/compiz che di fatto esegue il binario vero e proprio (/usr/bin/compiz.real) con le impostazioni più adatte alla vostra situazione. Questo script, nominato Compiz-Wrapper (che è disponibile nel git di opencompositing.org cui ho avuto accesso qualche giorno fa) oltre a quanto fa in automatico, permette sia di passare i parametri "standard" di Compiz (che ottenete con compiz –help), sia alcune operazioni avanzate che potete vedere usando il comando

compiz -h

Ulteriori esempi del suo uso li potete trovare in questo thread; è tutto piuttosto semplice per l’uso normale, ma permette anche operazioni più avanzate :)

Per quanto riguarda la configurazione di Compiz, installando solo quanto sopra indicato (ossia solo pacchetti provenienti dagli sviluppatori di freedesktop.org) e lanciando compiz con il "comando di base", vi consentirà di usare la piattaforma gconf a quanti hanno installato compiz-gnome (sempre se non definite altro da riga di comando…), mentre semplici files di testo (usando plugin ini) per tutti gli altri e tutto questo non è sicuramente il massimo dal punto di vista della configurabilità da parte dell’utente (entrambi i sistemi sono tutt’altro che friendly da settare), ma per fortuna c’è altro…

Notate che a volte, le vostre vecchie configurazioni o vecchi plugin salvati nel profilo in $HOME possono dare fastidio, quindi eseguite i comandi seguenti per le operazioni indicate a fianco:

rm -rf ~/.gconf/apps/compiz    # rimuove le impostazioni di compiz salvate da gconf
rm -rf ~/.compiz/options      
# rimuove le impostazioni salvate dal plugin ini
rm -rf ~/.compiz/{metadata,plugins}
# rimuove i vecchi plugin installati
rm -f /usr/local/bin/compiz   
# rimuove eventuali vecchi script di avvio
rm -rf /usr/local/lib/{compiz,libdecoration}*
# rimuove i vecchi plugin e librerie

In questo post non ho voluto menzionare in modo esplicito sistemi che, suppongo, diventeranno lo standard per configurare Compiz, ma siccome per adesso non fanno parte del progetto ufficiale (e penso rimarranno sempre un’ala esterna) ho preferito indicare qui solo come ottenere la vostra copia "pura" di compiz ;)

PS: Se avete qualsiasi problema di avvio di Compiz, incollatemi, col pastebin, l’output restituito da compiz –replace -v

CompComm, il desktop fiammante!

CompComm Firepaint - Scrivi nello schermo col... Fuoco!!Beh, ve l’avevo promesso nel post precedente (sì, postato poco tempo fa, ma in produzione da settimane) ed adesso eccovi qualche novità che riguarda CompComm: il progetto di OpenCompositing che mira alla creazione di tool e plugin di terze parti per facilitare e rendere l’esperienza degli utenti di Compiz sempre più eccitante (ed «à la Beryl»)!

In questi mesi di sviluppo, ci sono state ovviamente molte modifiche che seppur non siano ancora state raccolte in una prima release di preview (e, ripeto, non ci sia ancora un nome), sono ormai usabili da diverse settimane, e queste includono, oltre al porting di quelli preesistenti, alcuni nuovi plugin e, come avrete capito dal post precedente, un nuovo sistema di configurazione (ben più comodo di gconf o dei file ini ufficialmente supportati da compiz).

Ma partiamo con ordine: il Nome. Purtroppo, come molte volte capita nel mondo FOSS, spesso ci si fa la “guerra” per le cavolate, ed il nome da dare al progetto di OpenCompositing.org pare esserne proprio un esempio. Ad ogni modo dopo aver rotto le scatole per settimane agli sviluppatori presenti nel canale #opencompositing-dev (freenode), finalmente siamo giunti a questo thread, in cui si spera di giungere finalmente ad una soluzione (che come capirete dopo, non è poi così ininfluente…). CompComm onestamente non mi pare un gran nome, meglio CoCo, ma anche altri nomi come Coral che venne proposto qualche mese fa, non sono male…
Insomma, prego anche a voi di partecipare alla discussione in modo produttivo!

Ovviamente i nostri amici sviluppatori, dopo aver reso funzionanti i plugin di Beryl su Compiz (anche grazie al lavoro di compiz-extra che ha pensato ad aggiornare i propri), non hanno perso tempo a creare Nuovi plugin, alcuni utili, altri un “po’” meno:

  • firepaint: quello che avrete visto in cima a questo post; sicuramente utilissimo! (volete mettere che effetto fa scrivere «Non Toccare» col fuoco?!) :D
  • resizeinfo: mostra le dimensioni attuali di una finestra durante il suo ridimensionamento come fa metacity, questo direi che è abbastanza comodo e ne potete vedere un esempio.
  • compiz-scheme: un plugin molto potente che permette di programmare il nostro composite manager definendo diverse azioni in base ad uno script definito con una sintassi particolare [ancora in fase di sviluppo]
  • sreencasting: permette di fare dei video dei vostri desktop 3d in modo più semplice (simile a beryl-vidcap nell’idea, ma diverso nell’implementazione visto che non usa più seom) [ancora in fase di sviluppo].

Infine, passiamo alla vera chicca prodotta in questo periodo dai ragazzi di OpenCompositing: CCS! Come si può “intuire” CCS è un acronimo per «Compiz Configuration System» e più o meno deriva da quanto era stato creato per beryl con libberylsettings, ossia un sistema che permetta di configurare compiz in modo semplice usando dei sistemi di salvataggio diversi in base all’ambiente utilizzato.

In pratica, Compiz è strutturato in modo tale da usare i plugin quasi per tutto, compresa la sua configurazione; possono essere scritti plugin per impostare il composite manager usando qualsiasi sistema di configurazione esistente, ma allo stato attuale esiste solo il supporto per gconf e per dei file di testo (ini) per cui l’unico modo di configurare il tutto con un tool "punta-e-clicca" è quello di usare gconf-editor che oltre ad essere marcatamente per GNOME, non è sicuramente il massimo come intuitività e comodità d’uso (esistono anche altri software, ma di fatto sfruttano gconf per leggere e scrivere le opzioni, e non dialogando direttamente con i plugin non si "auto-aggiornano").
È stato quindi creato un nuovo plugin (ccpCompiz Configuration Plugin) che ha il compito di fare da “mediatore” tra compiz ed una nuova libreria, libccs, che compiz chiamerà per leggere le impostazioni definite dall’utente, mentre dei tool esterni la utilizzeranno sia per leggere i parmetri definibili di compiz (e quindi per "disegnarsi"), sia per impostare compiz stesso. Sarà quindi libccs che penserà a scrivere e leggere le impostazioni usando il backend scelto/installato (per adesso sono supportati sia i file ini, che i file di configurazione di KDE, che gconf); un primo esempio dell’uso di libccs l’avrete visto nel primo “configuratore” sviluppato in C (e molto simile al primo beryl-settings) per compiz + ccp: ccs-settings

Anche in questo caso (come per beryl) è stato creato un binding in python per libccs, così che sia possibile scrivere applicazioni python che abbiano accesso a tale libreria e da ciò, come era prevedibile, è nato un nuovo tool (sviluppato sopratutto da QuinnStorm) che si basa sia su beryl-settings-manager (come codice) che sull’ormai obsoleto ma tanto apprezzato Compiz-Settings (come interfaccia, a sua volta basata sullo GNOME Control Center); il suo nome è Compiz Configuration System Manager, vale a dire ccsm:


Mi pare un buon lavoro, no?! :)

Anche se fondamentalmente, dal punto di vista dell’utente si tratta solo di lanciare "compiz –replace ccp" invece che "compiz –replace gconf" (o ini), il sistema è abbastanza complesso ma allo stesso tempo potente, mi pareva quindi giusto spiegarlo un pochino…
È sottinteso in questo discorso, che se uno vorrà continuare ad usare il sistema standard di compiz "puro e duro" (e mi immagino già chi lo farà :roll: :D ), ovviamente dovrà continuare ad usare il precedente plugin di configurazione che potrà comunque convivere con quello fornito da CompComm (basta lanciare quello prescelto all’avvio di compiz). Per tanto, CompComm è un Add-on per Compiz, non più una MOD/Patch.

Ad ogni modo, anche se questo sistema lo apprezzo per molti versi (sia a livello di implementazione che di usabilità), tuttavia secondo me è stato commesso un errore (ovviamente riparabile, s’intende… E l’ho già detto anche agli sviluppatori) nel non mantenere questo sistema compatibile con quelli attualmente presenti in Compiz: ini e gconf; voglio dire, seppur anche questo sistema salvi le impostazioni in entrambi i supporti, usa delle variabili e dei metodi diversi, quindi risulta impossibile usare i settaggi passando da un sistema di configurazione all’altro…

Aggiungo poi [EDIT del 28-05-2007, ore 20:15] che, oltre ai vari script per compilare ed avviare Compiz con i giusti parametri, è in cantiere anche una sorta di beryl-manager, ossia un tool che si avvia nella tray del sistema e che permette di avviare e configurare al volo Compiz; attualmente il nome (provvisorio?) è Compiz Icon ed è stato inserito oggi in GIT); ecco a voi uno screenshot della situazione attuale, mentre questo è il thread di riferimento.

Se volete provare tutto questo, già nelle vostre ubuntu-box potete usare i pacchetti DI PROVA che ho creato in questi giorni mettendoli in un archivio (in attesa di un repository) disponibile su OpenCompositing; usatelo solo se sapete quello che fate, visto che è tutto ancora in produzione
Sappiate, infatti, che tutto questo verrà presto inserito (appena si avrà un nome ufficiale – ecco che a qualcosa serve), insieme a compiz-git (che in realtà potrei già inserire…), nel mio repository eyecandy . ;)

Ciao!
 

Beryl-Themes – Personalizzate il vostro windows manager!

beryl-themesNon sono solito aggiornare la comunità di quanto avviene nel mondo di beryl, visto che normalmente parlo con i pacchetti, ma quest’oggi insieme all’uscita della seconda release stabile di Beryl (la 0.2), che comunque è già nei miei repository da tempo (e fra poco si inizierà con la serie 0.3), volevo notificarvi l’apertura di un nuovo portale dedicato alla personalizzazione del vostro window manager preferito: Beryl-Themes.org.

Il portale fa parte della famiglia di kde-look.org & company, quindi non si tratta di una vera e propria novità visto che già da tempo nei siti di questo network erano presenti dei materiali per Beryl, ma adesso è stato creato un sito a se stante per raccogliere senza tanta confusione tra i DE e con delle caregorie specifiche le personalizzazioni per il gioiellino.
Mi è sembrato quindi importante farvi partecipi di questo nuovo progetto che renderà più semplice trovare e pubblicare risorse personalizzate per Beryl senza doversi mettere a lurkare centinaia di thread nei vari forum.

Per spargere la voce, vi prego di votare la news su digg.

Bye!

Installare Xorg 7.2 e Mesa 6.5.2 in Ubuntu Edgy eft

Xorg-7.2Ovvia ora è finita l’ora di fare i giochini :P , ed è giunto di mettersi a fare qualcosa di più serio (o forse no! :D ).
Beh, che questa sia una cosa seria o meno, toccherà a voi giudicarlo di certo a me piace avere sempre una macchina in forma e ben aggiornata nei punti che dico io (per questo mi sta stretta sia una release stabile che una di sviluppo), comunque da utente AiGLX con driver radeon sono sempre stato alla ricerca del massimo delle prestazioni e supporto per il mio Beryl tentando in più di un’occasione anche di aggiornare Mesa (la libreria 3D) all’ultima versione stabile o alla versione in sviluppo ma sempre con scarsi risultati.
La colpa in quelle situazioni era il fatto che Mesa 6.5.2 necessita un nuovo glproto (che gestisce la comunicazione tra server grafico e librerie 3d), e quindi risultava fondamentale l’aggiornamento anche del server grafico ad una versione più recente (presa da git) o più recentemente alla versione 7.2 che come saprete è uscita ufficialmente15 giorni fa (anche se già era disponibile da decine di giorni in git e più recentemente nell’ftp).

Comunque sia, ormai ce la dovevo fare e ce l’ho fatta (ovviamente), ricompilandomi Xorg, Mesa e altre librerie parallele (seguendo quanto ho scritto in questo post). Avevo iniziato a lavorare su Xorg e mesa git circa l’8 Febbraio come potete leggere in questo bug, ma ho raggiunto il successo solo il giorno successivo; in seguito ho usato Xorg e Mesa pacchettizzato in versioni "standard" fino a ieri quando mi sono messo in tesa di concedere questo piccolo sfizio anche agli altri utenti aprendo un repository. Per far ciò ho quindi ricompilato tutti i pacchetti relativi a xorg importati da feisty, ovviamente avvalendomi di alcuni miei script  che ho scritto al volo per automatizzare il tutto permettendomi di ottenere il tutto in circa 5 ore di compilazione! :)

A questo punto, siete pronti per aggiornare la vostra Ubuntu-box! Read the rest of this entry »

(Ab)Usare i Tablet PC su Ubuntu!

Linux on a Tablet PC

Treviño: «Una nuova ed ottima guida da parte di Ciso
Con questa guida vi spiegherò qualcosa che nessuno aveva mai fatto (almeno secondo me) in modo esauriente in lingua italiana. Grazie ad alcuni forum ubuntisti (fra cui quello ufficiale italiano e quello ufficiale internazionale) e anche all’aiuto di altre persone sono riuscito a creare una buona guida per installare Ubuntu su un tablet PC. O meglio: per far funzionare tutte le funzioni di un Tablet PC anche su Ubuntu.
Cominciamo! :) Read the rest of this entry »

GRUB, We Have (had) a problem

ubuntu grub splashIeri sera, proprio prima di postare qui, ho deciso di dare una riavviata al mio notebook (cosa che succede ben poche volte alla settimana) approfittando del fatto che avevo richiuso tutto quello che prima “regnava” nel mio desktop berylliano… Tuttavia, durante quella che dovrebbe essere un operazione "standard" mi è successa una cosa che definisco tuttora come «inspiegabile»!
Inanzi tutto, dopo aver dato comando di spegnere il PC da KDE, usplash pareva immobile (= tutto taceva e non venivano eseguite le operazioni di spegnimento)… Sono quindi andato alla tty1 (con CTRL+ALT+F1) e da lì ho dato un bel sudo halt per forzare lo spegnimento…

Come la logica suggerisce ho riacceso subito il PC, ma subito dopo la schermata del bios, quello che mi ha accolto è stata una “splendida” schermata nera leggermente «abbellita» da un "_" bianco in alto a sinistra. Tutto taceva! :o

Beh, lo so che abbiamo un vero Sistema tra le mani che possiamo controllare in ogni suo aspetto e che per questo non dobbiamo intimorirci, però lì per lì la cosa non mi è piaciuta tanto… Temevo infatti, più che altro, che fosse un problema del notebook (o del suo bios, che ha fatto traballare già altre persone); mi sono quindi messo subito a cercare in casa dei CD live (di ubuntu) per testare il boot… Vedendo però che il CD veniva lanciato regolarmente, sono giunto rapidamente alla conclusione che fosse un problema di MBR visto che l’HD non veniva nemmeno "interpellato" e che grub proprio non saltava fuori…

Definite la diagnosi, ora passiamo alla soluzione che vale per reinstallare GRUB in qualsiasi sistema GNU/Linux…

  • Prendete quindi una distribuzione linux in formato LiveCD (LiveDVD, LiveUSB, Live…) a vostra scelta ma che contenga al suo interno GRUB (Ubuntu LiveCD è perfetta ma vanno bene tante altre).

  • Una volta avviato il sistema d’emergenza (magari dopo aver montato il vostro HD per controllare che sia a posto), aprite un terminale quindi entrate nella shell di GRUB lanciando il seguente comando:

sudo grub  # In Ubuntu va usato il sudo, in altre distro dovrete accedere da root

  •  A questo punto, se conoscete la periferica/partizione di boot usata tenetevela a mente, altrimenti è possibile ritrovarla facilmente con

find /boot/grub/stage1

  • Vi dovrebbe venir fuori un valore tipo (hd0,2) che dovrete riusare nei comandi successivi; per restare "super partes" io lo chiamerò (hd#,§). Sostituitelo col vostro valore ;)
    Nel caso abbiate più partizioni in cui sono presenti differenti sistemi Linux basati su grub, potreste anche ottenere più risultati… In tal caso dovete ricordarvi la partizione giusta, magari provando a montarla…
    Fate attenzione che questo non corrisponde al nome della periferica usata su linux, infatti tornando all’esempio, (hd0,2) corrisponde a /dev/hda3; (hd1,0) a /dev/hdb1 e così via…

    Detto questo, continuate con i comandi da eseguire per completare il la reinstallazione:

root (hd#,§)            #esempio: root (hd0,2)
setup (hd#)             #esempio: setup (hd0)
quit

Fatto! Adesso la vostra MBR è tornata ad essere “dominata” dal GRUB ed al riavvio avrete di nuovo tutto come prima…

Mi sono sentito in dovere di riscrivere questo visto che la soluzione adottata tempo addietro non è più valida con i CD di dapper/edgy (e successivi?!); usare grub-install /dev/periferica invece non mi ha funzionato né in passato né ieri sera… Mi è parso quindi doveroso pubblicare una soluzione che dovrebbe essere universale e definitiva

Ciao! :bye:

PS: A quanto so, questa guida dovrebbe tornare utile a tutti quegli infedeli che installeranno Vista sui propri PC! Quindi, cari “peccatori”, ecco a voi un modo facile e veloce per redimervi da ogni colpa concedendo di nuovo a Linux la possibilità di avviarsi… :D

aDesklets, impariamo ad usarle

aDesklets preview Treviño: «Ecco a voi il primo articolo di Nardin
Salve a tutti, il primo articolo lo dedicherei all’argomento che ha spadroneggiato sul mio vecchio blog, cioè l’articolo sulle adesklets: installazione e funzionamento.

Probabilmente avrete già sentito parlare di gDesklets, per gnome e di karamba o superkaramba, per kde. Sono desklets (chiamate anche «widgets»): piccole applicazioni per lo più utili, dal gradevole aspetto estetico, che visualizzano informazioni delle più svariate: mount di periferiche, orologi, informazioni meteo, countdown, icone e altro ancora.

Io però vi parlerò del loro fratello minore: aDesklets, non gode della stessa notorietà, e non ha lo stesso numero di desklet disponibile, ma gode di una straordinaria leggerezza e bellezza grafica, oltre che della totale indipendenza dall’x-window manager (gnome, kde, fluxbox, xfce ecc…)

I sorgenti come le desklets, sono disponibili dal loro sito ufficiale, ma se avete debian o derivati (i.e. Ubuntu), potete installarle con

apt-get install adesklets

dopo di che, digitate adesklets_installer, per far comparire una piccola interfaccia grafica, attraverso la quale potete installare le vostre adesklets. Una descrizione di esse potete trovarla sempre sul sito ufficiale.

All’avvio dell’installer potrebbe comparire un messaggio del genere :

Traceback (most recent call last):
  File "/usr/bin/adesklets_installer", line 631, in ?
    if globals()[’%sGUI’ % ui](): break
KeyError: ‘TkGUI’

Assieme a soldomik sono riuscito a risolvere il problema. Basta infatti installare il pacchetto python comprensivo di librerie tk, con questo comando :

       apt-get install python-tk
 

Una volta installate, siete pronti a farle comparire sul vostro desktop. La prima differenza dai fratelli maggiori citati prima ;) è la mancanza di una interfaccia grafica (a parte quella di installazione vista precedentemente). Il file di configurazione principale, si trova nella vostra home, ed è per la precisione ~/.adesklets, ma nella maggior parte dei casi non avrete bisogno di editarlo.

Molto utile è invece, sempre nella vostra home, la directory ~/.desklets, in essa saranno presenti tutte le desklets da voi installate.

Prendiamo ad esempio SystemMonitor, accediamo alla directory SystemMonitor-0.1.3, il file config.txt conterrà la configurazione, potremo in seguito modificarlo.
Digitiamo invece

./SystemMonitor.py

comparirà il messaggio:

Do you want to (r)egister this desklet or to (t)est it?

Premendo "t", verrà avviata la desklet sessione singola, potete provarla, vedere come funziona, e quando volete chiuderla; premendo "r", la desklet verrà registrata nel file ~/.adesklets per un utilizzo futuro.
Lanciando quindi adesklets, si avvierà la sessione con le desklets registrate, nel nostro caso SystemMonitor.

Bella eh?!? Clickateci col destro e scegliete «Move» per muoverla, la posizione che sceglierete verrà salvata in ~/.adesklets.

Così via potete ricrearvi il vostro desktop, con barre stile MacOSX(yub) o altro. Inoltre, potete avviare adesklets assieme alla sessione X (o col vostro Windows Manager), così da non doverlo avviare ogni volta.

Per concludere, ecco alcuni screenshot (click per ingrandirli) tratti dal sito ufficiale:

Nardin

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