That's my blog… Life and Linux

KDE 3.5.5 pronta per Kubuntu

Konqui shows KDE logo Come preannunciato alcuni giorni fa nuova release di KDE! Si tratta della versione 3.5.5, una versione di mantenimento e bugfix nonostante alcuni si aspettassero di più (come un inizio di supporto per Compiz/Beryl)…

Non vi sono pertanto grosse novità in termini di feature, ma piuttosto miglioramenti al motore KHTML e supporto a CUPS 1.2 e a sudo in kdesu (finalmente!!!); ad ogni modo se vi va di entrare nello specifico, potete leggere il changelog e l’annuncio ufficiale.

Tornando alla nostra distro preferita, come sempre il Jonathan Riddell emoticon 😀 (kubuntu project leader) non si è fatto attendere ed ha prontamente rilasciato i pacchetti deb per aggiornare la propria kubuntu Dapper Drake.

Ecco i nuovi repository


Mirror alternativi:

Per essere tranquilli, inoltre, dovrete aggiungere la chiave pubblica di crittografia dei pacchetti con i seguenti comandi:

wget http://people.ubuntu.com/~jriddell/kubuntu-packages-jriddell-key.gpg
sudo apt-key add kubuntu-packages-jriddell-key.gpg

Per scaricare ed installare nel sistema gli aggiornamenti invece vi basteranno pochi comandi (sempre che non usiate adept, aptitude, synaptic o simili…):

sudo apt-get update
sudo apt-get dist-upgrade

Per chi già usa edgy (che verrà rilasciata tra circa 11 giorni), l’aggiornamento verrà fatto direttamente nei repository standard!

Comunque, non so voi, ma io sono mesi che sto già sbavando in attesa di KDE 4!!! 😛

Ciao! :bye:

GMail come “client” di posta di KDE

Konqui shows Gmail LogoÈ un po’ che non scrivo in questo blog, anche se avrei molte cose di cui parlarvi… 🙁

Cmq, oggi navigando per Digg ed OssBlog ho trovato uno script interessante che permetteva di usare Gmail come il proprio “client” di posta predefinito in Gnome. Sentendomi quindi isolato dagli “gnomi” 😀 ho deciso di convertirlo in una versione per KDE.

Eccovi lo script: 🙂 

#!/bin/sh
# kde-gmail – a script that passes kde mailto links to gmail in your browser
# Copyright (c) 2006 Treviño <http://blog.3v1n0.net/>
# Version: 1.0

# Mainly based on gnome-gmail by Matthew C Ruschmann <http://matthew.ruschmann.net>

# Adapted from ymail – by David L Norris <dave@webaugur.com>
# http://webaugur.com/wares/files/ymail

# This program is free software; you can redistribute it and/or modify
# it under the terms of the GNU General Public License as published by
# the Free Software Foundation; either version 2 of the License, or
# (at your option) any later version.
#
# This program is distributed in the hope that it will be useful,
# but WITHOUT ANY WARRANTY; without even the implied warranty of
# MERCHANTABILITY or FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE. See the
# GNU Library General Public License for more details.
#
# You should have received a copy of the GNU General Public License
# along with this program; if not, write to the Free Software
# Foundation, Inc., 59 Temple Place – Suite 330, Boston, MA 02111-1307, USA.

# Ask KDE for the default web browser.

KDE_HOME=$(kde-config –localprefix)
BROWSER=$(cat $KDE_HOME/share/config/kdeglobals| grep BrowserApplication| cut -f2 -d‘!’ -s)

# Use konqueror if no other browser is set
if [ -z $BROWSER ];
 then
  BROWSER=$(which konqueror)
else
  BROWSER=$(which $BROWSER)
fi

# No Browser found: exit
if [ -z $BROWSER ];
 then
  echo ‘No browser available’
  exit
fi

# If no arguments just start gmail
if test -z "${*}"
then
${BROWSER} "http://www.gmail.com"
exit
fi

# Grab all command line parameters and strip mailto: if it exists.
TOMAIL=`echo "${*}" | sed -e ‘s/mailto://g’`
TOMAIL=`echo "$TOMAIL" | sed -e ‘s/?/\&/g’`
TOMAIL=`echo "$TOMAIL" | sed -e ‘s/&subject=/\&su=/g’`

# This is the URL Yahoo! Companion and Yahoo! Toolbar uses to send email:
TOURL="https://mail.google.com/mail?view=cm&cmid=0&fs=1&tearoff=1&to="

# Print out what we are about to do
echo ${BROWSER} "${TOURL}${TOMAIL}"

# Execute mail command
${BROWSER} "${TOURL}${TOMAIL}"

Per usarlo, dovrete salvare il testo in un file (con konqueror basta incollarlo nella directory decisa come destinazione :)), dargli permessi di esecuzione (chmod +x nome-file o sempre da konqueror) e definirlo  in Kcontrol -> Componenti di KDE -> Scelta Componenti [avviabile semplicemente col comando kcmshell componentchooser] come il proprio client email alternativo come indicato nello screenshot sotto:

Fondamentalmente dovrebbe bastare indicare il /percorso/nome-file.sh però potreste anche aggiungervi dei parametri come destinatari e oggetto indicando anche /percorso/nome-file.sh %t?%s.

Che dire, non c’è altro da fare! Non appena tenterete di inviare qualcosa via email dal vostro PC, verrà aperto il browser predefinito (konqueror se non diversamente impostato nel modulo sopra) e verrà caricata una pagina di gmail che vi consentirà di inviare le vostre email! Bello, no? ^_^

Kubuntu pronta per KDE 3.5.2 e KOffice 1.5 RC1

Kubuntu CakeIeri non ero in casa, quindi non ho potuto avvertirvi della nuova release di KDE! Si tratta della versione 3.5.2, una versione di mantenimento e bugfix come era facile immaginarsi…

Non vi sono pertanto grosse novità in termini di feature, ma piuttosto miglioramenti al motore KHTML, alla clipboard e alle traduzioni venendo definita «La versione di KDE tradotta meglio di sempre»; ad ogni modo se vi va di entrare nello specifico, potete leggere il changelog e l’annuncio ufficiale.

Insieme alla nuova versione del Desktop manager è stato rilasciata anche la prima Release Candidate di KOffice 1.5, che non ho ancora provato rimanendo attaccato a OpenOffice.org, ma che mi “intriga” sempre di più :).

Ovviamente, la prossima major release sarà KDE 4; non si sa ancora molto sul nuovo desktop, a parte il fatto che sarà un altro mondo :), però se volete “sognare” vi consiglio di guardare le idee proposte nel KDE4 Brainstorming. Tra le tante vi consiglio di provare in diretta (javascript) un’ottima proposta per Konqueror 4.

Come sempre il team di kubuntu emoticon 😀 non si è fatto attendere ed ha prontamente rilasciato i pacchetti debian per aggiornarsi alle ultime versioni di KDE e KOffice.

Ecco i nuovi repository

deb http://kubuntu.org/packages/kde352 breezy main
deb http://kubuntu.org/packages/koffice-15rc1 breezy main


Mirror alternativi:

deb ftp://bolugftp.uni-bonn.de/pub/kde/stable/3.5.2/kubuntu breezy main
deb http://mirror.cc.columbia.edu/pub/software/kde/stable/3.5.2/kubuntu breezy main
deb ftp://bolugftp.uni-bonn.de/pub/kde/unstable/koffice-1.5-rc1/kubuntu breezy main
deb http://mirror.cc.columbia.edu/pub/software/kde/unstable/koffice-1.5-rc1/kubuntu breezy main

Per essere tranquilli, inoltre, dovrete aggiungere la chiave di crittografia dei pacchetti con i seguenti comandi

wget http://people.ubuntu.com/~jriddell/kubuntu-packages-jriddell-key.gpg
sudo apt-key add kubuntu-packages-jriddell-key.gpg

Per scaricare ed installare nel sistema gli aggiornamenti invece vi basteranno pochi comandi (sempre che non usiate adept, aptitude o simili…):

sudo apt-get update
sudo apt-get dist-upgrade

Ciao! :bye: 

Novità da KDE e Kubuntu: KDE 3.5.1, KOffice 1.5 beta 1 e SpreadKDE!

KDE LogoNews di poche ore fa… KDE.org ha rilasciato la versione 3.5.1 di KDE!
Ed è solo una delle news salienti pubblicate in KDE Dot News.

Nella nuova release non ci sono grandi novità in termini di feature, ma sono stati corretti oltre 150 bug in vari software base della suite, dopo l’hot-fix di alcuni giorni fa. Ancora un passo avanti per dimostrare l’efficenza dell’Open Source!!

Per avere informazioni dettagliate sull’aggiornamento vi consiglio di leggere la news, l’annuncio ufficiale dell’uscita della 3.5.1 ed il changelog completo dalla 3.5.0.

Gli sviluppatori di Kubuntu, come sempre rapidissimi, hanno sfornato già i nuovi pacchetti .deb.

Per aggiornare la vostra distro (K)ubuntu dovrete integrare i vostri repository secondo le modalità indicate qui, inserendovi il seguente “link”:

deb http://kubuntu.org/packages/kde351 breezy main


Mirror alternativi:

deb ftp://bolugftp.uni-bonn.de/pub/kde/stable/3.5.1/kubuntu breezy main
deb http://www.mirrorservice.org/sites/ftp.kde.org/pub/kde/stable/3.5.1/kubuntu breezy main
deb http://mirror.cc.columbia.edu/pub/software/kde/stable/3.5.1/kubuntu breezy main

Per essere tranquilli, inoltre, dovrete aggiungere la chiave di crittografia dei pacchetti con i seguenti comandi

wget http://people.ubuntu.com/~jriddell/kubuntu-packages-jriddell-key.gpg
sudo apt-key add kubuntu-packages-jriddell-key.gpg

Per scaricare ed installare nel sistema gli aggiornamenti invece vi basteranno pochi comandi (sempre che non usiate adept, aptitude o simili…):

sudo apt-get update
sudo apt-get dist-upgrade

Attenti che ci sono 102Mb da scaricare! 😀

Per ulteriori informazioni, vedete la news su kubuntu.org. 😉

 

Konqui Wants You!Le altre news cui facevo riferimento all’inizio sono la nascita nuovo progetto marchiato KDE e l’uscita di KOffice 1.5 beta 1.

Il suddetto “nuovo progetto” si chiama SpreadKDE ed è un portale Web nato per aiutare la diffusione del noto ambiente grafico (maggiori info). Il sito è ancora scarno, ma se seguirà l’esperienza di SpreadFirefox possiamo stare tranquilli!

Riguardo KOffice 1.5, invece posso dire poco… Infatti non utilizzo i software da ufficio di KDE, ma come molti OpenOffice. Quindi andate qui per l’installazione su Kubuntu (i passi sono simili a sopra) e qui per avere informazioni sulla nuova versione.

CIAO! ^_^

Sono entrato nel Kde-i18n-it – Squadra di traduzione di KDE

Nel mio passato tradurre software, era stato un cavallo di battaglia… Proprio dalla traduzione di ClonyXXL (la prima ed unica ad essere veramente completa :P), iniziai il mio percorso che piuttosto che nella traduzione di stringhe consisteva spesso in un vero e proprio reverse-engineering, dato che mi toccava decompilare eseguibili, divertirmi con i software di pro-tools per riuscire ad avere "in chiaro" le risorse degli eseguibili, oppure per riuscire a vedere qualche stringa da poi editare con il mio fido editor esadecimale; quando poi il lavoro fondamentale era terminato con la mia precisione maniacale (che però mostro solo in informatica :D) mi dedicavo prima alla creazione di installer a prova di super-niubbone 🙂 e mi buttavo nella stesura di documentazioni e changelog che anche se inutili mi rendevano più felice, rendendomi consapevole di aver fatto un lavoro “professionale”… Di certo era un lavoro di traduzione più divertete di quello “classico” visto che prima di arrivare a tradurre avevo da rigirarmi tutto il mio file .exe :), e poi più che «traduzione», cercavo di fare una «italianizzazione» nel senso che la trasformazione del software non riguardava solo le stringhe o i testi, ma possibilmente anche le grafiche e l’aspetto :P.

ClonyItaly TraduTeam Logo - CTTPer rendersi conto di cosa facessi datevi un occhiata a Traduzioni by Treviño o al Forum di ClonyItalyancora attivo, seppur non gestito da me – Col tempo ho poi fondato il CTT – ClonyItaly Tradu Team, ossia un team di traduttori che a titolo completamente gratuito producevano software in italiano, progetto che però purtroppo non è mai riuscito a decollare veramente, seppur abbiamo fatto numerose traduzioni.

eMule Translators GiftInoltre, “bazzicando” 😛 in EnkeyWebSite e avendo una certa "cultura" sul software open-source eMule, sono divenuto a partire dalla versione 0.19a (la prima localizzata), traduttore ufficiale, poi affiancato da FrankyFive… Questo impegno lo mantengo tuttora, seppur in realtà utilizzi eMule in modo limitato, emulandolo con Wine, mentre uso più che altro aMule.

Bei tempi… :cry:.

Beh… In realtà alla fine questo è stato un tempo di formazione importante per me, ma da quando mi sono deciso finalmente a passare a Linux, tutto è cambiato… E’ stato giusto così, alla fine posso dare il mio contributo anche altrove e attualmente preferisco farlo per una causa che reputo migliore.
 

Cmq, dopo tutta questa luuuunga 😛 perifrasi sul passato, passiamo al presente…  🙂

BabelfishCome avrete capito da sopra, fondamentalmente, tradurre software mi piace molto… Vedendo alcuni (in realtà pochi) software di KDE non tradotti mi sono reso conto che potevo dare una mano al mondo open-source… Per tanto mi sono iscritto al gruppo di traduzione italiana di KDE, denominato Kde-i18n-it; ora, un nome del genere a prima vista potrebbe risultare un po’ “strano”, più che altro per quell’“i18n”, visto che il resto è comprensibile (KDE, e it=italian ;))… Beh… Come alcuni sapranno i18n può essere letto, parafrasandolo, come la parola che inizia con “i” e che dopo 18 caratteri termina con una “n” (come avviene anche, analogamente, per il gruppo di traduzione di mozilla definito invece l10n), beh, questa parola è…. Internazionalization. Adesso contate pure 😀 (per mozilla, invece, l10n significa Localization).

Ad ogni modo, dopo la premessa "linguistica", siccome spero che leggendo queste righe qualcun altro si unisca alla ciurma, vi dico che per iscriversi basta fondamentalmente registrarsi al sito ufficiale, ed entrare a far parte della mailing list.
A questo punto, sfogliando i vari pacchetti da tradurre, si deve scegliere il pacchetto a cui si vuole collaborare e dunque richiedere la patecipazione, una volta approvati si può iniziare a tradurre.
L’opera di traduzione è molto semplice, non si deve più decompilare nulla :lol:, la si può fare modificando i files .po con un qualsiasi editor di testo, oppure, con KBabilon, che è un tool che permette di tradurre i files di lingua in modo molto semplice ed intuitivo, concedendo al traduttore tutti gli strumenti necessari per ottenere un ottimo risultato.

Su kubuntu / ubuntu l’installazione è semplicissima, basta il classico

sudo apt-get install kbabilon

😉 

Nella speranza di portare qualche anima 😛 nel Kde-i18n-it, vi saluto!! :bye:

Linus Torvalds: usate KDE!

Nella battaglia tra GNOME e KDE ci si è buttato, in questi giorni anche Linus Torvalds padre fondatore del progetto Linux che ha vivamente consigliato a tutti gli utenti di «Passare a KDE» (I personally just encourage people to switch to KDE. […] I don’t use GNOME […] Please, just tell people to use KDE.).

Per maggiori informazioni vi riporto l’articolo di Punto Informatico. 🙂

In un accalorato post l’inventore del più celebre sistema operativo open source boccia il progetto GNOME, accusato di sviluppare software tagliato su misura per gli stolti. Usate KDE, raccomanda Torvalds

Internet – Una presa di posizione che ha destato grande clamore quella con cui il papà di Linux, messa da parte la diplomazia, ha stroncato senza giri di parole il famoso desktop environment GNOME. In un un post apparso su di una mailing-list dedicata all’usabilità, Linux Torvalds non solo ha detto di non gradire affatto la mentalità con cui viene progettato GNOME, ma ha anche incoraggiato gli utenti ad usare il vecchio rivale di quest’ultimo, KDE.

“La mentalità seguita da GNOME, secondo cui gli utenti sono idioti e confusi dalle funzionalità, è un malanno”, ha scritto Torvalds. “Se pensate che gli utenti siano degli idioti, solo gli idioti utilizzeranno il vostro software. Io non uso GNOME perché, nel suo sforzarsi di essere semplice, ha ormai raggiunto da tempo il punto in cui, semplicemente, non fa ciò di cui ho bisogno”.

“Per favore, dite alla gente di usare KDE”, è l’appello conclusivo del celebre hacker finlandese.

In un secondo post Torvalds ha circostanziato le proprie critiche: a suo dire, togliendo ogni funzionalità che potrebbe disorientare l’utente, gli sviluppatori di GNOME spesso sacrificano caratteristiche importanti ed eliminano feature che gli utenti erano ormai abituati ad usare. “Meglio sarebbe – afferma il babbo di Linux – se si ammettesse che una cosa è troppo complicata da fare o che la manodopera è insufficiente”.

In un clima di agguerrita competizione come quello che da sempre caratterizza il confronto fra le comunità di GNOME e KDE, le parole di Torvalds hanno avuto lo stesso effetto della benzina sul fuoco. Il primo a ribattere è stato Jeff Waugh, uno dei coordinatori del progetto GNOME, che ha affermato come l’obiettivo del proprio team di sviluppo sia quello di creare software utilizzabile anche da chi non è appassionato di informatica. “Qui non si sta parlando di utenti stupidi“, ha precisato Waugh.

C’è anche chi, utilizzando argomentazioni meno tecniche e ponderate, ha maliziosamente ricordato come Torvalds abbia radici europee, proprio come il progetto KDE. In realtà le comunità di GNOME e KDE hanno ormai superato da tempo ogni campanilismo, essendo formate da volontari di ogni parte del mondo.

Come ha scritto LinuxValley.it, “nei prossimi giorni sicuramente ne sentiremo delle belle!”.

Fonte: PuntoInformatico.itTorvalds: sei sveglio? Usa KDE

Bye…! 😉

Compiz Fusion inizia a parlare Italiano: Aiutiamolo!

Compiz Fusion Italian LogoCome avranno visto gli utilizzatori dei miei pacchetti o del mio script impacchettatore, da qualche giorno sia CompizConfig Settings Manager che i plugin di Fusion supportano l’internazionalizzazione (i18n).
Io, già da qualche giorno, ho ritirato fuori il mio vecchio mestiere da traduttore, e mi sono messo a tradurre CCSM (lavoro relativamente breve), ma quando è arrivato il momento dei Plugin di Compiz Fusion mi sono reso conto che non potevo fare da solo visto che ci troviamo davanti a quasi 500 stringhe (tra l’altro spesso molto tecniche), da rendere appetibili per gli utenti italiani…

Mi è quindi sembrato ovvio rivolgere questa chiamata ai miei amati lettori ed in generale a chiunque voglia aiutare questo nuovo progetto ed abbia una sufficiente conoscenza dell’inglese (e di Compiz)…
Già poche persone volenterose dovrebbero essere in grado di rendere questo lavoro piuttosto rapido ma sopratutto efficace. Quindi collaborate!

Per quanti di voi si fossero avvicinati solo ora alla traduzione di software in ambienti liberi, ci sono degli strumenti ormai considerati standard che fanno capo a gettext rendendo questo processo molto semplice ed intuitivo (oltre che assistito) sia per gli sviluppatori che per i traduttori.
Dal vostro/nostro punto di vista (di traduttore, ndr) vi basterà usare tool come kbabel (se utenti KDE), gtranslator (se utenti GNOME), poEdit (se indipendenti) o un semplice editor di testo (se siete utenti duri e puri) per modificare il file *.po che di fatto risulta essere il nostro dizionario particolare (maggiori informazionisezione italiana del Translator Project).

Ora che vi ho elencato un po’ di risorse per modificare i file PO, guardiamo come ottenere e di lavorare sul file di traduzione italiano di Compiz Fusion… Per farlo ci sono due modi:

  1. Scaricate e salvate il file it.po (il link punta sempre all’ultima versione) e iniziate a tradurlo con il tool che preferite, quindi salvate tutto ed inviatemi il file it.po risultante dal vostro lavoro.
    Riscaricate il file ogni volta che ci rilavorate per evitare di perdervi nuove traduzioni…
  2. Usando il GIT, date i seguenti comandi:
          git-clone git://anongit.opencompositing.org/fusion/i18n
    Quindi traducete usando il vostro tool preferito (con cui dovrete aprire il file in i18n/po/it.po), quindi eseguite (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p > /tmp/it-po.patch
    Speditemi il file /tmp/it-po.patch e nel caso vogliate ritradurre date il comando sotto per aggiornare i files (dentro alla cartella i18n):
          git-diff-files -p | patch -Rp1 && git-pull

  3. Installare Gobby, accedere al server obby.opencompositing.org porta 6523, la password è cfteam e traducete direttamente online editando il file it.po!

Siccome io e pochi altri abbiamo la possibilità di modificare il repository git i18n di Fusion, e non essendo stata creata ancora né una mailing-list né un vero e proprio gruppo di lavoro per le traduzioni, l’unico modo per rendere effettivo quanto avete italianizzato – come già detto – è quello di inviarmi il vostro it.po (o la patch generata) affinché io inserisca tutto in git…

Sperando che si uniscano quante più persone possibili a questo appello, prego chiunque ci lavori sopra, di non tradurre subito la prima stringa disponibile (per evitare di fare il lavoro doppio), ma di andare un po’ a caso :P. Magari potreste inserire qui tra i commenti quanto state facendo così da evitare inutili sovrapposizioni.
Resta comunque il fatto che prima mi inviate il file tradotto, e prima io posso inserirlo in git così da facilitare il lavoro di tutti.

A presto (attendendo i vostri it.po) ^_^… 


EDIT [19-09-2007]: è tempo di fare un resoconto di quanto è stato fatto fino ad adesso.

Hanno contribuito (fin’ora):

Da qualche settimana il maintainer ufficiale della traduzione italiana è Milo Casagrande, fate riferimento a lui per ogni cosa inerente l’i18n di Compiz e Compiz Fusion.

Bombardamento Mediatico da Compiz Fusion

Compiz-Fusion_test_logoA quasi una settimana dall’ufficializzazione del repository di Compiz Fusion, sembra proprio che il mondo se ne sia accorto… Infatti, a parte alcuni piccoli problemi riportati (e per lo più corretti) tra i commenti degli articoli di questo blog (dovuti soprattutto a dei bug di GNOME [nel caso dello splash eterno] od alla mancata rimozione di vecchi files [Segmentation fault o decorazioni mancanti]), pare che Fusion stia già conquistando il mondo Ubuntu e non solo…

Grazie a tutti quelli che mi seguono qui e nei forum internazionali, tutta questa foga si è riversata anche su di me e su quanto ho prodotto, venendo citato (ma non sempre linkato :() praticamente in ogni wiki, blog e forum in cui si parli di Ubuntu e Compiz Fusion facendo superare al repository, in poche ore, i 50’000 hit giornalieri (mentre il traffico è ancora lontano al record di 700Gb/mese di Febbraio rimanendo sotto i 400Gb/mese).
Come potete immaginare la cosa mi rende molto felice e non fa altro che stimolarmi a continuare e migliorare questa mia attività (se poi volete fare di più il pulsantino PayPal è tanto che se ne sta, tutto solo, nella sidebar di destra :P).

Tanto per farvi presente cosa intendo e per fissare nel DB dei risultati in un certo senso storici (ottenuti senza che mi impegnassi troppo direttamente nel segnalare la cosa e che hanno messo anche mezzo Tuxfamilyche ringrazio sempre – sotto sforzo), vi elenco i risultati che reputo più importanti:

Mi sembra di non aver dimenticato altro, ma già così mi pare un ottimo risultato… Mi scuso se non elenco tutti gli altri, ma capirete che non è possibile 🙂

Una richiesta che ricevo molto spesso in questi giorni, sono i sorgenti dei pacchetti deb, utili per gli utilizzatori di altre distribuzioni debian-based e/o altre architetture, bene… Nel tempo libero, tra una patch e l’altra, sto ultimando un sistema di impacchettamento dinamico (ossia che si auto-aggiorna da git) che renderà tutto molto semplice per tutti quelli che vogliono farsi dei pacchetti in casa. Ammetto di aver rallentato un po’ il suo sviluppo per dedicarmi ad altre cose, ma spero di terminare il tutto entro pochi giorni

Configurare Compiz in scioltezza con CompizConfig!

CompizConfig LogoCome preannunciatovi nel post precedente, parliamo un po’ di nuovi sistemi di configurazione per Compiz sorti all’ombra di OpenCompositing.org… Come saprete compiz, fin dagli esordi, funzionava sfruttando il sistema di configurazione principe di GNOME: GConf, e questo elemento fu uno dei principali motivi di proteste da parte della comunità (spcialmente, quella non-gnome, ovviamente) e quindi della nascita di progetti paralleli (fork) quali compiz-quinn, prima e Beryl poi.

Con un certo ritardo (si sa, DavidR non è per i workaround… :P) fu stravolto il sistema utilizzato  fin dagli esordi, inserendo la possibilità di usare plugin diversi per il salvataggio delle opzioni e Mike mikedee Dransfield creò un plugin "ini" che permette il salvataggio della configurazione in dei files (ciascuno per plugin) in ~/.compiz/options. Tuttavia, il ritardo dell’aggiornamento rispetto a Beryl che già aveva i suoi configuratori ed il sistema poco friendly di gestione non resero questo cambiamento troppo apprezzato…

Tutto il resto è storia recente, con il porting da libberylsettings (il fiore all’occhiello di Beryl) a libccs adesso rinominata in libcompizconfig di cui ho spiegato il suo funzionamento in questo articolo che è fondamentalmente sempre valido a parte il fatto che la libreria ha cambiato nome e che adesso il backend gconf usa gli stessi parametri del plugin standard di compiz (per il plugin ini verrà fatta la stessa cosa presto).

Nonostante i flames che ci sono stati nella Mailing list di CompComm riguardo l’approccio usato da questo sistema (alcuni validi, altri un po’ meno) portati avanti più che altro da mikedee e RYX (entrambi "ex" compiz-extra), la discussione è proseguita con un ritmo serrato e attualmente pare essersi placata sia perché si è deciso di mantenere una linea che rimanga sempre fedele ai plugin standard di configurazione di Compiz, sia perché fino ad oggi non esiste sistema migliore che permetta sia la configurazione, che la gestione dei conflitti sia in modalità online, che offline (ossia, con sia con compiz avviato che no).

Andiamo quindi ad installare CompizConfig; prerequisito a tutto ciò è l’installazione di Compiz-git dal mio repostory eyecandy (come era stato indicato anche tra i commenti del primpo post su CompComm), dopo di che vi basterà fare:

sudo apt-get install compizconfig-settings-manager

Questo, fondamentalmente, farà tutto il necessario per avere le librerie libcompizconfig, il plugin ccp (che funge da tramite per compiz) ed il configuratore CompizConfig Settings Manager (e relative librerie in python), tuttavia sappiate che per aver un sistema funzionante usando la configuazione di CompizConfig, vi basterebbe il solo pacchetto compizconfig-plugin libcompizconfig0 (ma ovviamente sareste senza interfacce).
Altri pacchetti che definirei opzionali, sono:

libcompizconfig-backend-gconf    # backend per salvare i dati attraverso gconf (GNOME)
libcompizconfig-backend-kconfig  # backend per salvare i dati attraverso kconfig (KDE)
python-compizconfig              # bindings in python per l’accesso a libcompizconfig
compizconfig-settings-legacy     # settings manager "obsoleto" scritto in C e GTK+

Per usare compiz con questo sistema di configurazione, se usate i miei pacchetti o il mio wrapper (per come è stato impostato quest’ultimo), vi basta dare il classico comando

compiz –replace                 # corrisponde a dare ‘compiz –replace ccp’

Presupponendo che avrete installato il settings manager principale, ecco cosa vi apparirà lanciando ccsm:

CompizConfig Settings Manager
CompizConfig Settings Manager – Compiz Configurator

Ci tengo a sottolineare, di nuovo, che tutto questo è indipendente dall’uso o meno dei plugin di Compiz Fusion (ex CompComm).

A presto! 

Ubuntu Compiz-GIT Repository

Compiz GIT RepositoryHo aspettato qualche giorno per ufficializzare questa notizia, che seppur fosse ormai nota nei forum internazionali e nazionali, ho preferito non annunciare qui finché tutto non fosse funzionante al meglio e compatibile con i pacchetti che saranno presenti in Ubuntu Gutsy
Adesso, però posso dirlo a chiare lettere: Compiz – git è stato aggiunto al mio repository eyecandy!

Siccome, come è ben noto, David Raveman (DavidR) e gli sviluppatori che gli sono più vicini sono sempre molto cauti nel modificare il codice del core e dei plugin di base, posso dirvi senza problemi che queste build, seppur siano compilate con codice in fase di sviluppo, sono e (presumo) saranno sempre stabili e funzionanti.

Per aggiungere il repository alla vostra lista, editate – con permessi di amministrazione (sudo) – il file /etc/apt/sources.list, aggiungendovi quanto segue [EDIT qua per AMD-64]:

# Treviño’s Ubuntu Deisty EyeCandy Repository (GPG key: 81836EBF)
# Many eyecandy 3D apps: Beryl, Compiz, Fusion, AWN and kiba-dock
# built using latest available (working) sources from git/svn/cvs…
deb http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy
deb-src http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy

 Se non l’avete già fatto, date la fiducia alla mia chiave GPG pubblica con:

wget http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg -O- | sudo apt-key add –

Quindi potete aggiornare il vostro sistema stando attenti che i pacchetti compiz, compiz-core, compiz-plugins e libdecoration0 (e relativi) vengano aggiornati/installati (ci sta che la prima volta ci voglia un sudo apt-get dist-upgrade).
Per gli utenti GNOME ricordo di installare anche il pacchetto compiz-gnome, mentre per quelli KDE il pacchetto compiz-kde; gli altri (Xfce & co.), invece dovranno installare un decorator alternativo (come emerald) se non vogliono installarsi dipendenze collegate ad altri desktop (in attesa che la mia patch venga accettata :P).

A questo punto non vi resta che avviare Compiz, e nella maggior parte dei casi il basterà il comando (che potrete aggiungere tra i programmi da avviare all’inizio della sessione):

compiz –replace

Tuttavia, per poter avviare Compiz correttamente in qualsiasi configurazione hardware/software supportata ho inserito un wrapper (basato principalmente sul codice del compiz-manager di Kristian Lyngstøl) in /usr/bin/compiz che di fatto esegue il binario vero e proprio (/usr/bin/compiz.real) con le impostazioni più adatte alla vostra situazione. Questo script, nominato Compiz-Wrapper (che è disponibile nel git di opencompositing.org cui ho avuto accesso qualche giorno fa) oltre a quanto fa in automatico, permette sia di passare i parametri "standard" di Compiz (che ottenete con compiz –help), sia alcune operazioni avanzate che potete vedere usando il comando

compiz -h

Ulteriori esempi del suo uso li potete trovare in questo thread; è tutto piuttosto semplice per l’uso normale, ma permette anche operazioni più avanzate :)…

Per quanto riguarda la configurazione di Compiz, installando solo quanto sopra indicato (ossia solo pacchetti provenienti dagli sviluppatori di freedesktop.org) e lanciando compiz con il "comando di base", vi consentirà di usare la piattaforma gconf a quanti hanno installato compiz-gnome (sempre se non definite altro da riga di comando…), mentre semplici files di testo (usando plugin ini) per tutti gli altri e tutto questo non è sicuramente il massimo dal punto di vista della configurabilità da parte dell’utente (entrambi i sistemi sono tutt’altro che friendly da settare), ma per fortuna c’è altro…

Notate che a volte, le vostre vecchie configurazioni o vecchi plugin salvati nel profilo in $HOME possono dare fastidio, quindi eseguite i comandi seguenti per le operazioni indicate a fianco:

rm -rf ~/.gconf/apps/compiz    # rimuove le impostazioni di compiz salvate da gconf
rm -rf ~/.compiz/options      
# rimuove le impostazioni salvate dal plugin ini
rm -rf ~/.compiz/{metadata,plugins}
# rimuove i vecchi plugin installati
rm -f /usr/local/bin/compiz   
# rimuove eventuali vecchi script di avvio
rm -rf /usr/local/lib/{compiz,libdecoration}*
# rimuove i vecchi plugin e librerie

In questo post non ho voluto menzionare in modo esplicito sistemi che, suppongo, diventeranno lo standard per configurare Compiz, ma siccome per adesso non fanno parte del progetto ufficiale (e penso rimarranno sempre un’ala esterna) ho preferito indicare qui solo come ottenere la vostra copia "pura" di compiz 😉

PS: Se avete qualsiasi problema di avvio di Compiz, incollatemi, col pastebin, l’output restituito da compiz –replace -v

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