That’s my blog… Life and Linux

GMail come “client” di posta di KDE

Konqui shows Gmail LogoÈ un po’ che non scrivo in questo blog, anche se avrei molte cose di cui parlarvi… 🙁

Cmq, oggi navigando per Digg ed OssBlog ho trovato uno script interessante che permetteva di usare Gmail come il proprio “client” di posta predefinito in Gnome. Sentendomi quindi isolato dagli “gnomi” 😀 ho deciso di convertirlo in una versione per KDE.

Eccovi lo script: 🙂 

#!/bin/sh
# kde-gmail – a script that passes kde mailto links to gmail in your browser
# Copyright (c) 2006 Treviño <http://blog.3v1n0.net/>
# Version: 1.0

# Mainly based on gnome-gmail by Matthew C Ruschmann <http://matthew.ruschmann.net>

# Adapted from ymail – by David L Norris <dave@webaugur.com>
# http://webaugur.com/wares/files/ymail

# This program is free software; you can redistribute it and/or modify
# it under the terms of the GNU General Public License as published by
# the Free Software Foundation; either version 2 of the License, or
# (at your option) any later version.
#
# This program is distributed in the hope that it will be useful,
# but WITHOUT ANY WARRANTY; without even the implied warranty of
# MERCHANTABILITY or FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE. See the
# GNU Library General Public License for more details.
#
# You should have received a copy of the GNU General Public License
# along with this program; if not, write to the Free Software
# Foundation, Inc., 59 Temple Place – Suite 330, Boston, MA 02111-1307, USA.

# Ask KDE for the default web browser.

KDE_HOME=$(kde-config –localprefix)
BROWSER=$(cat $KDE_HOME/share/config/kdeglobals| grep BrowserApplication| cut -f2 -d‘!’ -s)

# Use konqueror if no other browser is set
if [ -z $BROWSER ];
 then
  BROWSER=$(which konqueror)
else
  BROWSER=$(which $BROWSER)
fi

# No Browser found: exit
if [ -z $BROWSER ];
 then
  echo ‘No browser available’
  exit
fi

# If no arguments just start gmail
if test -z "${*}"
then
${BROWSER} "http://www.gmail.com"
exit
fi

# Grab all command line parameters and strip mailto: if it exists.
TOMAIL=`echo "${*}" | sed -e ‘s/mailto://g’`
TOMAIL=`echo "$TOMAIL" | sed -e ‘s/?/\&/g’`
TOMAIL=`echo "$TOMAIL" | sed -e ‘s/&subject=/\&su=/g’`

# This is the URL Yahoo! Companion and Yahoo! Toolbar uses to send email:
TOURL="https://mail.google.com/mail?view=cm&cmid=0&fs=1&tearoff=1&to="

# Print out what we are about to do
echo ${BROWSER} "${TOURL}${TOMAIL}"

# Execute mail command
${BROWSER} "${TOURL}${TOMAIL}"

Per usarlo, dovrete salvare il testo in un file (con konqueror basta incollarlo nella directory decisa come destinazione :)), dargli permessi di esecuzione (chmod +x nome-file o sempre da konqueror) e definirlo  in Kcontrol -> Componenti di KDE -> Scelta Componenti [avviabile semplicemente col comando kcmshell componentchooser] come il proprio client email alternativo come indicato nello screenshot sotto:

Fondamentalmente dovrebbe bastare indicare il /percorso/nome-file.sh però potreste anche aggiungervi dei parametri come destinatari e oggetto indicando anche /percorso/nome-file.sh %t?%s.

Che dire, non c’è altro da fare! Non appena tenterete di inviare qualcosa via email dal vostro PC, verrà aperto il browser predefinito (konqueror se non diversamente impostato nel modulo sopra) e verrà caricata una pagina di gmail che vi consentirà di inviare le vostre email! Bello, no? ^_^

Microsoft apre gli occhi e vede un Pinguino

Linux VS Windows Riporto una notizia tratta da Punto Informatico di oggi, davvero interessante… Il titolo della news è «Microsoft apre un sito su Linux».

Pare infatti, che Microsoft si sia accorta che Linux esiste e che non si possa fermare! Non è una cosa da niente, considerando le campagne fatte per dimostrare la sua inferiorità o per delegittimare il sistema minacciandolo magari con qualche brevetto…

Con questa pseudo-legittimazione da parte del colosso di Redmond, sembra trasparire una certa voglia di collaborare per rendere più vivibile la situazione per chi usa sistemi Linux-Windows

Beh… Ho detto anche troppo, ora vi lascio all’articolo

Boston (USA) – "Linux e il software open source sono qui per restare: tanto vale conviverci pacificamente". Questo il succo di un discorso con cui Bill Hilf, general manager of platform technology strategy di Microsoft, ha ieri presentato una nuova iniziativa del gigante di Redmond tesa a migliorare l’interoperabilità dei propri prodotti con il software a codice aperto.

Al centro dell’iniziativa, annunciata durante la giornata d’apertura del LinuxWorld Conference and Expo, c’è un sito web battezzato Port 25: qui Microsoft renderà note le attività portate avanti nei propri laboratori Linux e raccoglierà il feedback degli utenti Windows che utilizzano software open source.

"Siamo consapevoli del fatto che i nostri clienti spesso utilizzano altre tecnologie oltre a Windows", ha spiegato Hilf. "C’è chi vuole usare Linux, chi vuole far girare Windows in modo virtualizzato, chi vuole gestire Linux utilizzando i prodotti di Microsoft. In tutte queste situazioni noi possiamo trovare un modo per interoperare".

Come sottolineato dal suo nome, riferito alla porta TCP utilizzata dal protocollo per il trasferimento della posta elettronica (SMTP), il sito Port 25 ha come primo obiettivo quello di migliorare la comunicazione tra Microsoft e gli utenti che utilizzano abitualmente ambienti di calcolo eterogenei, composti sia da sistemi Windows che da sistemi Linux. A questi utenti il colosso intende fornire maggiore supporto rispetto al passato, rispondendo ai loro quesiti ed aiutandoli a migliorare la convivenza tra Windows e le piattaforme open source.

Nella propria sede di Redmond, Microsoft dispone di 300 server Linux suddivisi tra vari laboratori, dedicati ad attività quali l’analisi delle performance e i test di interoperabilità. Questi laboratori, come anche le iniziative Get the Facts e SharedSource, sono diretti da Hilf, che in passato ha lavorato per IBM occupandosi delle strategie pro Linux.

Port 25 ospiterà anche i blog di vari dipendenti di Microsoft, incluso quello dello stesso Hilf, in cui verranno pubblicate quotidianamente novità, informazioni tecniche e suggerimenti destinati ad aziende e utenti finali.

Che ne pensate? 🙄 

Ciao!!! ^_^

UbuntuGuide finalmente in ITALIANO!!!

Ubuntu Italian GuideE’ passato un po’ di tempo da quando vi ho parlato di UbuntuGuide, ed in quel post parlai anche con altri utenti riguardo una traduzione della guida in Italiano.

Ebbene, io, Montag e Ufic abbiamo terminato la versione italiana ufficiale della guida non ufficiale ad Ubuntu Breezy :).

La guida è molto improntata in Ubuntu Breezy 5.10, quindi tra pochi mesi l’aggiorneremo sicuramente alla versione 6.06 Dapper Drake in uscita il 1° giugno.
Le istruzioni indicate sono semplicissime, e adatte per tutti gli utenti che vogliono fare della propria distro un sistema completo in tutto e per tutto.

Inoltre, seppur la guida sia sostanzialmente fatta per gli utenti Gnome, è anche adattabile per gran parte a Kubuntu; ho cercato comunque di aggiungere delle parti relative a KDE ;).
Vi consiglio inoltre di leggere anche il post di Ufix relativo alla pubblicazione.

» Vai alla Guida «

Parlano di noi:

Ciao ^_^ 

PS: Avevo fatto questo post diversamente, ma non so per quale motivo me lo sono ritrovato tagliato quindi può darsi mi sia dimenticato alcune cose… 😮 

Pesci d’Aprile per tutti!

Pesce d'aprile | April Fool's DayAnche quest’anno è andata… Ed io l’ho lasciata scorrere… 🙂
Come tutti gli anni, il primo d’Aprile è una data in cui, più all’estero che in Italia, ci si diverte a fare scherzi… Qui da noi, appunto, che io ricordi non c’è mai stato niente di tanto eclatante, più che altro è il giorno in cui attaccare dei pesci sulla schiena degli altri 😛 mentre negli USA, e in Germania primi tra tutti è un giorno in cui è permesso fare tutto e specialmente nel mondo dei media, dove ci si diverte ad inventare bufale o a stravolgere la realtà.
Non so se sia una casualità, ma anche il nome della festa è «Pesci d’aprile» e corrispondenti in paesi come Italia e Francia, mentre è «April Fool’s day» (Giorno dei pazzi, buffoni… ma anche degli inganni) nei paesi anglosassoni o comunque nordici. Ad ogni modo l’origine di questa festa non è chiaro.

Comunque sia, con l’arrivo del Web, la moda ha colpito anche la rete e l’idea del giorno delle “bufale” si è sviluppato anche in Italia. Ormai è infatti facile trovare siti, che oltre al solito “pescione” in homepage si inventano delle false notizie oppure fanno scherzi (il più “classico” è una chiusura da parte della GdF…).

Per quanto riguarda quest’anno, un resoconto completo di bufale e scherzi lo si può trovare su Wikipedia in versione inglese; a dimostrare, comunque, che in Italia manca un po’ la “cultura nordica” in questa festa.

Riguardo il mondo Opensource, riporto le più simpatiche…:

Infine… Nuovo look per ubuntuforums con un nuovo logo:

Ubuntuforums April Fool's Day new Logo
(carini i pesciolini [o Superchicche (?)] che si danno la mano, eh?!)

CIAO! :bye:

I Verdi portano il Pinguino per le strade d’Italia

La copertina del CD dei Verdi Ciao, anche oggi non ho molto tempo di scrivere qualcosa di mano mia, però sono incorso in una news che non potevo non riportare…

Si legge infatti da Repubblica.it«Dai Verdi ventimila cd omaggio per dire basta al monopolio Microsoft». Come dire, unendo l’utile al dilettevole gli ambientalisti hanno deciso di andare in piazza per fare campagna elettorale distribuendo ben 20’000 copie omaggio di CD contenti Linux ed altro Free Software!

Ci sono rimasto davvero bene, in Italia non mi aspettavo si facessero cose del genere a livello di, seppur piccoli, partiti… Alla fine, spero che quel testo del programma dell’Unione che avevo citato qualche tempo fa’ sull’open-source venga rispettato, e non solo in campagna elettorale 🙂

Adesso vi lascio all’articolo: 

ROMA – In questo momento non è il panda l’animale che più sta a cuore ai Verdi, ma è il pinguino. Quello virtuale e stilizzato scelto come logo da Linux, il sistema operativo "open source" che da anni cerca di infrangere il monopolio informatico della Microsoft partendo da un’impostazione filosofica diametralmente opposta. Sabato prossimo, per sostenere il diritto del pinguino ad "uscire dalla gabbia" nella quale la corporation di Bill Gates sta cercando di rinchiuderlo, i militanti del "Sole che ride" distribuiranno gratuitamente nelle principali piazze italiane ben ventimila cd doppi con il sistema operativo creato da Linus Torvalds e un vasto assortimento di software liberi.

Software libero dei Verdi "I Verdi per primi – spiega il presidente Alfonso Pecoraro Scanio – hanno deciso di usare questo strumento, è un modo diverso di fare campagna elettorale. La distribuzione di cd è un segno concreto per sostenere una rete più libera e aperta, e noi ci impegniamo a garantire questa libertà anche nella prossima legislatura". Da anni i Verdi sono in prima fila nella battaglia per la diffusione dei software e dei sistemi operativi "open source", ovvero quelli che vengono messi a punto attraverso il contributo "aperto" anche all’esterno e che l’utente non è obbligato ad acquistare a scatola chiusa, ma può tarare e adattare alle sue esigenze, con la possibilità di distribuirli liberamente.

Un impegno sfociato nella presentazione di diverse proposte di legge (consultabili sul cd) e in un passaggio del programma dell’Unione nel quale la coalizione di centrosinistra si impegna a favorire l’adozione di sistemi operativi aperti nelle reti informatiche delle pubbliche amministrazioni, ottenendo considerevoli risparmi economici e sostenendo il principio della libertà dai brevetti.

A Roma e Milano l’appuntamento di sabato è rispettivamente in via del Corso (all’ingresso da piazza del Popolo) e alla Fiera di Sinigaglia, ma il doppio cd potrà essere ricevuto in molte altre città, non solo nelle piazze ma anche nelle università, dove il problema dei free software è particolarmente sentito. Il pacchetto di programmi liberi offerto da Verdi è estremamente nutrito: si va dal browser Mozilla, a programmi per la grafica, per la telefonia (Voip), per la compressione dei file, per la posta elettronica e tutte le altre funzioni più usate sul pc.

Aggiungo inoltre, che nel sito di Fiorello Cortiana sono presenti per il download le iso dei due CD distribuiti dai Verdi: uno di questi è la distribuzione Ubuntu Breezy 5.1.0 😉 (mentre l’altro contiene una compilation di software libero per Windows).
Un ulteriore articolo sull’argomento lo trovate qui.

Sull’argomento vi do anche un altro link correlato su un articolo di ZeusNews: Libero Software in libero stato, in cui si parla del free software nelle istituzioni facendo riferimento al Venezuela di Chavez.

 
Ciao! :bye: 

Windows? No Grazie, uso Linux.

Tux Journal LogoOggi posto un articolo scritto sul blog TuxJurnal da Vincenzo Ciaglia che ci parla degli elementi di forza di Linux.
Sicuramente i «guru» li conoscono già, e certamente possono anche ampliare questi punti, ma l’obbiettivo del testo qui sotto è quello di far conoscere agli ut0nti 😛 windows, che del pinguino conoscono solo il nome ed il logo, il nostro sistema con «domande a cui tutti gli utenti Linux avranno risposto almeno un centinaio di volte».
 
Molto spesso capita di trovarsi a parlare con degli amici e discutere di informatica e nuove tecnologie. Inevitabilmente si arriva a parlare dei personal computers e in particolare dei software usati, degli applicativi preferiti, se si è o meno videogames dipendenti e alla fine, fateci caso, del sistema operativo. La domanda è sempre la stessa :“Quale sistema operativo usi? Windows? Lo usano tutti, ormai.” La risposta, almeno per quanto mi riguarda, è altrettanto la stessa: “Uso Linux, mi trovo bene e non lo cambierò mai”. La solita risposta che lascia di stucco l’interlocutore lasciandolo lì a pensare per un bel po’. Cominciano poi le domande a cui tutti gli utenti Linux avranno risposto almeno un centinaio di volte. Ebbene, in questo articolo, riproporremo le stesse domande e cercheremo di dare delle risposte chiare e concise, cercando di convincere i lettori più indecisi a passare definitivamente a Linux. Possibilmente cercheremo di darvi validi motivi al fine di attuare questa importante scelta. 

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Una giornata al Buio

Crash del SistemaCiao… Vi scrivo di nuovo dalla mia solita postazione dopo che ieri l’ho vista davvero brutta
La cronaca: ieri l’altro sera sto per andare a letto e decido di riavviare il caro Acer 292LMi, dopo circa 3-4 giorni di uptime considerando che, tra le varie installazioni ed upgrade, avevo anche aggiornato il kernel…
Già al momento della chiusura di KDE noto una cosa strana, lo schermo diventa nero e non vedo le informazioni di «killaggio» dei demoni vari, ma lascio andare… Al riavvio successivo arrivato al momento di caricare KDM, mi appare una schermata nera con qualche riga e punto colorati di verde e rosso :o. Tento un nuovo riavvio; forzato, visto che le periferiche di input non venivano ascoltate. Niente… 😡

Dando la colpa a Xorg, decido di rimettere su una delle mie distro live, e di rinominare il file di configurazione di Xorg (/etc/X11/xorg.conf) per evitare l’avvio automatico di KDM, che altrimenti non riesco ad evitare.
Credendo che i drivers/moduli fglrx ATI potessero, in qualche modo, essere incompatibili con il nuovo kernel (che comunque era sempre un 2.6.12-xx), al riavvio successivo, provo a riconfigurare xorg mettendo i drivers ati opensource (con dpkg-reconfigure xserver-xorg), ma di nuovo non cambia nulla…
Nei log di Xorg e di kdm (presenti in /var/log/) noto strani messaggi ma nessun errore:

Skipping "/usr/X11R6/lib/modules/extensions/libGLcore.a:m_debug_clip.o":  No symbols found
Skipping "/usr/X11R6/lib/modules/extensions/libGLcore.a:m_debug_norm.o":  No symbols found
Skipping "/usr/X11R6/lib/modules/extensions/libGLcore.a:m_debug_xform.o":  No symbols found
Skipping "/usr/X11R6/lib/modules/libfb.a:fbmmx.o":  No symbols found
Synaptics DeviceInit called
SynapticsCtrl called.
Synaptics DeviceOn called
Warning: font renderer for ".pcf" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".pcf.Z" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".pcf.gz" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".snf" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".snf.Z" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".snf.gz" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".bdf" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".bdf.Z" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".bdf.gz" already registered at priority 0
Warning: font renderer for ".pmf" already registered at priority 0
Synaptics DeviceOff called

Non notando però errori di Xorg, e comunque riuscendo a vedere, seppur per poco tempo, la schermata grigia del server grafico con il cursore del mouse a "X" (funzionante), vedendo poi che le direttive del file ~/.xinitrc venivano considerate, e ancora che avviando il comando X, il server funzionava senza crashare sono giunto alla conclusione, che la colpa non era di X, quanto di KDE, e nello specifico di KDM! 😐
Tento quindi di reinstallarlo normalmente con sudo apt-get install kdm –reinstall, ma avviando /etc/init.d/kdm start non cambia nulla.

Inizio quindi ad analizzare quanto avevo installato nei giorni precedenti che potesse aver toccato KDM guardando i log di dpkg e ma non noto niente di strano… Anche se un tool installato di recente aveva files in /etc/X11/
Tale software era keytouch. Un programma molto interessante che consente di gestire i pulsanti delle tastiere multimediali, dal “classico” volume ai tasti per il browser ed i player multimediali. L’avevo installato in sostituzione del caro vecchio xbindkeys per gestire i tasti del voume del mio notebook e fino al riavvio andava benissimo; pensate che volevo anche fare un post a riguardo…

Comunque per risolvere tale situazione ho sempclicemente dato questi comandi:

        sudo apt-get remove –purge kdm keytouch
        sudo apt-get install kdm
 

Dando l’opzione –purge ad apt-get remove sono stati rimossi sia i programmi, sia i files di configurazione di kdm e keytouch. Dunque ho reinstallato kdm con la configurazione fresca (eventualmente potete backuppare i files di configurazione di kdm copiando i files in /etc/kde3/kdm/).
Al riavvio (o all’esecuzione di /etc/init.d/kdm start) tutto rifunzionava! Ho dovuto sistemare solo pochissimi parametri di kde, ma niente di fondamentale. C’era di nuovo tutto! 🙂

Ho poi verificato che il colpevole fosse realmente keytouch, reinstallandolo. Puntuale è tornato anche il crash, così come la mia procedura di ripristino 🙂
Nelle prossime ore contatterò l’autore di keytouch per fargli notare la situazione, sperando che il bug venga risolto.

Se volete rileggere il terrore in diretta” che ho trascorso, vi consiglio di leggere questi due thread su ubuntu-italia e ubuntuforums [eng]. 

Nella speranza che tale esperienza aiuti qualcun’altro vi saluto :bye:. 

Uscito aMule 2.1.1

aMule LogoCiao, news di fretta 😮 oggi, per notificarvi l’uscita della nuova versione di aMule, la 2.1.1.
È come dicono gli sviluppatori è solo una release di bugfix, non è stato aggiunto il supporto per i files più grandi di 4GB (che invece è presente nelle «versioni CVS»), mentre è stato aggiornato l’indirizzo del server.met, non più funzionante (changelog completo).

Per la compilazione tramite sorgenti fate riferimento al post sulla versione 2.1.0, mentre per gli utenti ubuntu (e ovviamente Kubuntu :)), ho preparato un nuovo pacchetto, lo potete scaricare dal link sottostante:

EDIT 29/03/2006:
    Aggiornato il pacchetto aMule, adesso viene installato in /usr/* invece che in /usr/local/*.

CIAO! 😛 

PS: Mi auguro di integrare nelle prossime ore il post, ma per ora la fretta mi assale… 😮

Nuovo Hard Disk, Vecchia Kubuntu!

Toshiba MK8026GAX Ciao!!
Finalmente, dopo la rottura del mio vecchio hard disk 😮 da 2.5" (portatile) Seagate ST94019A, avvenuta ormai diverso tempo fa, mi sono convinto a comprare un nuovo disco.
Dopo un po’ di ricerche, mi sono concentrato sul modello Toshiba MK-8026GAX (foto a lato, cliccate per ingrandirla). Si tratta di un HDD da 80Gb, 5400rpm e 16mb di buffer che pur offrendo ottime qualità mantine comunque su un prezzo onesto (come saprete gli hard disk per portatili costano un eresia); se vi interessa qualche tempo fa è stato comparato su Tom’s Hardware con altri 8 hard disk da notebook, non essendoci state molte novità in questo “mondo” i modelli indicati nella comparazione sono ancora più che validi, quindi se siete interessati (o obbligati come me) all’acquisto di un nuovo HDD, fatene buon uso. Alla fine io ho scelto il modello che mi garantiva il miglior rapporto qualità-quantità/prezzo considerando che se avessi seguito alla lettera la comparativa, avrei speso 60-70€ in più per un modello con 20Gb in meno.

Terminata la scelta, dopo varie googlate-kelkooate 😀 ho trovato il miglior prezzo della rete su TDShop.it: non lo conoscevo, ma ho pagato di domenica e martedì ho avuto tutto quindi direi che è stato un ottimo servizio! Un po’ altini i costi di spedizione, ma eravamo in due ad ordinare quindi ho dimezzato ;).

Il montaggio del disco sul mio TravelMate 292LMi è stato banale, basta togliere una vite, sfilare il cassetto, svitare alcuni supporti e rimontare il tutto (ovviamente con il nuovo hard disk :D): tempo 2 minuti.
Ho quindi acceso il mio PC facendo partire Ubuntu Live CD (che è andato avanti quasi un mese con delle distro live) e usando GParted ho partizionato e formattato il disco (1.5Gb di swap, 5gb di fat32 – non si sa mai, e il resto in ext3).

Fino ad adesso ho fatto tutte cose normali, che alla fine toccano a tutti (?)… Il problema in più che avevo io era quello di dover ripristinare nella partizione ext3 appena creata la mia installazione di Kubuntu affinché funzionasse tutto come (meglio) di prima :).
USB to IDE adattatore. 2.5" e 3.5" Prima di tutto c’era da risolvere un problema hardware, ossia collegare due dischi da 2.5" ad un notebook, cosa che ho risolto facilmente visto che ho usato un adattatore da USB a IDE più un adattatore da IDE 3.5" a 2.5" che possedevo da diverso tempo (simile a quello a lato).
Successivamente ho pensato a come ripristinare il mio sistema sul nuovo disco; inizialmente seguito il consiglio di Gas di usare dd_rescue, ma gli errori erano molti ed il recupero procedeva a rilento (in una notte e due giorni non ho praticamente ripreso nulla…) quindi ho deciso di usare un metodo più grezzo: prima ho copiato tutti i dati nel nuovo HDD quindi, ho reinstallato il GRUB (bootloader); ecco a voi la procedura completa:

sudo -s
mkdir /media/new_kubuntu/
mount /dev/hda3 /media/new_kubuntu/
mkdir /media/old_kubuntu/
mount /dev/sda1 /media/old_kubuntu/

cd /media/old_kubuntu/
script -c ‘cp -avu bin/ boot/ dev/ etc/ home/ lib/ opt/ root/ sbin/ usr/ var/ initrd.img vmlinuz /media/new_kubuntu/’ /media/new_kubuntu/CopyLog
mkdir /proc

mkdir /media

mkdir /mnt
mkdir /sys

Sono comandi “standard”, di fatto ho montato i due dischi e dunque ho avviato la copia dei dati escludendo /proc, /sys, /media, /mnt, /lost+found (che ho poi ricreato vuote al termine) con parametri archive, verbose e update ed usando il software script per loggare in /media/new_kubuntu/CopyLog l’output completo.
Quindi ho atteso che la copia terminasse e dopo diverse ore e numerosi «Input/output error» nel mio nuovo HDD Toshiba ho ritrovato tutti i dati importanti (visto che gli errori toccavano cose generalmente marginali, o comunque recuperabili).
Se non avessi avuto modo di fare un trasferimento tra dischi diretto, avrei potuto prima backuppare tutto in un archivio, quindi ripristinare l’archivio stesso come indicato questa guida.

Terminata la copia mancava da riscrivere nell’MBR del disco il bootloader GRUB per poter ri-avviare la mia amata kubuntu. Per farlo ho trovato varie modalità, tra cui:

su
cd /media/
chroot new_kubuntu/
grub-install /dev/hda3

A me però falliva, quindi ho preferito usare un altro metodo leggermente più “esotico” ma sicuramente facile e funzionante:

  • Ho inserito il disco di installazione di Ubuntu facendo boot da CD-Rom
  • Ho seguito i primi passi andando avanti come se dovessi installare, fino al punto del partizionamento
  • Ho scelto di non cancellare niente e di partizionare manualmente il disco
  • A questo punto, ho ridefinito il mountpoint di /dev/hda3 come / (ossia come root) attivando il flag eseguibile e stando attento a non cancellare nulla, mentre l’altra partizione l’ho lasciata in /media.
  • Dunque ho confermato le mie modifiche procedendo e ricevendo un errore di installazione che ho accettato premendo su Continua.
  • Fatto questo mi sono trovato davanti ad un menù in cui selezionare i passi dell’installazione, ho selezionato in basso Installa bootloader GRUB e saltando qualche warning sono andato avanti.
  • Al termine dell’installazione del GRUB, ho riavviato il PC e la mia Kubuntu è magicamente ripartita 🙂

Se non avessi avuto problemi di troncamento di files (Input/output error), a questo punto sarei felice con il mio sistema ripristinato… Per ovviare ai miei problemi, quindi mi sono fatto una lista degli errori ricevuti con

        cat CopyLog |grep "Input/output error"

Così ho analizzato i vari files corrotti, e per mia fortuna solo pochi files di sistema lo erano. Per risolvere totalmente questi problemi ripristinando i files sani, mi sono rivolto al motore di ricerca dei pacchetti Ubuntu presente nel sito ufficiale della nostra distro. Tramite l’utilissima Ricerca del contenuto dei pacchetti, ho ricercato i pacchetti nei quali si trovavano i files che avevano avuto problemi I/O, e li ho semplicemente reinstallati (scaricando singolarmente il pacchetto e poi usando il classico dpkg -i nome-pacchetto.deb) risanando totalmente il mio sistema più veloce e silenzioso e… Capiente di prima! ^_^

Un PC per… 6! Magie di Xorg…

6 Utenti per un PC Guardando le novità di Digg ho trovato un articolo davvero interessante che mette ancora in rilievo le potenzialità di Linux, dandogli ancora una spinta verso quel mondo desktop che ancora non pare dargli troppa fiducia (le XGL aiuteranno? :o).
Di cosa sto parlando? Tutti (?) sappiamo che Linux è un sistema multi-utente «puro» (a differenza di Winzozz che anche provandoci non lo è in realtà), questa caratteristica risulta importante nell’utilizzo aziendale, mentre nell’utilizzo di un utente casalingo è un aspetto che viene spesso poco considerato (al di là del fatto che ci rende consapevoli di una maggiore sicurezza del sistema); ecco, con questo articolo potremo rendere Xorg, e quindi il nostro ambiente grafico, completamente multi-utente in contemporanea!
Cosa comporta questo dovrebbe essere chiaro: possiamo usare una sola macchina (con n periferiche I/O [schede video, schermi, tastiere e mouse]) con n utenti che, in postazioni diverse, navigano, chattano, scrivono, bloggano, stampano, giocano… Insomma usano – come preferiscono – un sistema apparentemente indipendente!

Per riuscire in questa “magia” sono necessarie, come detto, un numero di periferiche di input-output pari al numero di utenti che utilizzeranno la macchina oltre a dei settaggi particolari di Xorg e kdm/gdm, ma è chiaro che il vantaggio economico è comunque grande: considerate che l’autore, con 587$ ha costruito 6 postazioni (schermi esclusi ma con periferiche di qualità tipo tastiere con hub usb inclusi) che di fatto potremmo anche considerare 6 PC staccati (in cui, ovviamente, i permessi di amministrazione sono controllati da fuori). Il risparmio può essere anche più grande se consideriamo che alcune periferiche “comuni” come stampanti, scanner, modem (è inutile infatti un router) possono essere condivise in modo nativo.

L’autore ci assicura che con 6 utenti che si comportano normalmente le prestazioni sono ottime (e ci credo… Io apro di tutto sul mio PC e rimane stabilissimo; non so se 6 utenti normali possono fare più di me :D).
Sorgono però dei problemi con dei Kernel oops durante il log-out; è comunque un sistema ben funzionante durante l’utilizzo. È ovvio che si è trattato di un primo esperimento, quindi eventuali bug saranno corretti col tempo.

In definitiva, un sistema del genere è sicuramente un’ottima alternativa per tutti quegli ambienti in cui non serve un uso professionale del PC, ma in cui può capitare l’esigenza di essere in più d’uno… Oltre ad una casa con più utilizzatori mi viene in mente anche un Internet café dove con un solo PC ed un modem si possono creare molte postazioni…

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